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Progetto Como: tra Champions e identità. Fàbregas sfida il tabù del bel gioco

I lariani in corsa per l'Europa dopo la semifinale di Coppa Italia. Il tecnico: "Crescita mentale".

Redazione
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Il Como 1907 di Cesc Fàbregas è diventato il bersaglio di una critica polarizzata che mette sotto accusa la mancanza di risultati immediati a fronte di una proposta di gioco definita “estetica”. La squadra lariana, protagonista di una scalata dalla Serie D fino ai vertici della Serie A, si trova attualmente a lottare per un piazzamento in Champions League, un traguardo che certifica la validità di un progetto tecnico basato sull’investimento in giovani talenti piuttosto che su profili istantanei.

La recente eliminazione nella semifinale di Coppa Italia allo stadio San Siro ha riacceso il dibattito sulla tenuta mentale del gruppo. Il Como ha dominato la sfida per settanta minuti, cedendo solo nel finale alla superiore profondità della rosa avversaria e alla mancanza di malizia tipica di un organico Under 23. Errori individuali sottoporta e la gestione dei ritmi nelle fasi critiche del match hanno evidenziato il gap di esperienza rispetto alle big del campionato, ma non hanno intaccato l’identità tattica aggressiva imposta da Fàbregas.

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La proprietà indonesiana ha scelto deliberatamente di non forzare i tempi, affidandosi a una programmazione di lungo periodo. All’interno del club, la vera preoccupazione non risiede nelle sconfitte di prestigio come quella di Milano, ma nei passaggi a vuoto caratteriali, come la prestazione incolore di Reggio Emilia contro il Sassuolo. È in questi contesti che il tecnico spagnolo sta lavorando per costruire la necessaria solidità psicologica, elemento imprescindibile per competere stabilmente con l’élite del calcio italiano ed europeo.

La strategia del Como sfida l’omologazione tattica della Serie A, cercando di importare ritmi e intensità vicini ai parametri della Premier League. Nonostante il coro dei detrattori, la dirigenza conferma la fiducia totale in Fàbregas, convinta che il processo di crescita dei giovani passi inevitabilmente attraverso “mazzate” agonistiche utili a forgiare la mentalità vincente. Il percorso verso la Champions resta l’unico parametro oggettivo per valutare una stagione che, per una neopromossa, resta storicamente fuori scala.

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