“Per ogni fine c’è un nuovo inizio”. Così scriveva Antoine de Saint-Exupéry ne Il piccolo principe, un concetto che attraversa molti ambiti della vita, e che trova spesso conferma anche nello sport: dopo la doccia fredda subita a Zenica, che ha condannato l’Italia alla terza esclusione consecutiva da un Mondiale, il messaggio espresso da Baldini, al momento del suo arrivo sulla panchina azzurra come CT ad interim, era stato chiaro: “Alle amichevoli contro Lussemburgo, Grecia, porterò solo giocatori dell’Under 21“. E così ha fatto, convocando 24 giocatori, dei quali 23 ancora eleggibili per l’Under 21, con Gianluigi Donnarumma unico elemento fuori quota del gruppo.
Il segnale di Baldini
Ma il dato più significativo è un altro: tra questi 24, soltanto quattro erano stati convocati anche per le qualificazioni ai mondiali; si tratta di Donnarumma, Pisilli, Pio Esposito e Palestra. Un segnale chiaro, frutto della volontà di allargare la base e osservare nuovi profili, inaugurando un nuovo ciclo volto al futuro, e non più al passato. Durante queste due amichevoli, la nazionale allenata da Baldini ha saputo portare a casa due vittorie, contro Lussemburgo e Grecia, sempre per 0-1, entrambe decise da un gol di Pio Esposito.
Il successo più significativo, che assume ancora più valore se confrontato con la debacle di alcuni mesi fa, è stata quello di ieri sera contro la Grecia, squadra posizionata più in alto nel ranking FIFA rispetto alla Bosnia Erzegovina, che vanta un ottimo reparto offensivo, composto da giocatori come Douvikas, autore di 14 goal in serie A, Tzolis, miglior giocatore del Brugge con 19 goal e 24 assist in stagione, e Pavlidis, centravanti del Benfica, con il quale ha segnato 29 goal in questa stagione. Dopo il vantaggio iniziale di Pio Esposito, l’Italia ha saputo resistere, anche in 10 contro 11 dalla metà del secondo tempo a seguito dell’espulsione di Reggiani, all’arrembaggio ellenico, con i ragazzi che hanno festeggiato la seconda vittoria.
Il futuro
Cosa riserverà il futuro all’Italia? Prima di tutto sarà necessario sciogliere il nodo del prossimo commissario tecnico, con Silvio Baldini che, dopo questa esperienza, breve ma vincente, sulla panchina azzurra, non dovrebbe essere riconfermato: gli indiziati per poter prendere il suo posto sono Claudio Ranieri, da poco liberatosi dalla Roma, Antonio Conte, che nelle ultime settimane ha risolto il contratto con il Napoli e che ha già allenato la nazionale, raggiungendo i quarti di finale agli Europei del 2016, e Roberto Mancini, allenatore con il quale l’Italia ha vinto l’Europeo nel 2021, e con il quale ha saputo stabilire il record, tra 2018 e il 2021, di 37 risultati utili consecutivi.
Ci sarà poi da risolvere la questione legata ai convocati: queste due amichevoli, vinte da un’Italia molto giovane, saranno un punto di partenza? Si aprirà un nuovo ciclo legato ai giovani, o ripartiremo dagli stessi di Zenica? Forse è ancora troppo presto per dire se questa sarà davvero l’Italia del futuro: due amichevoli vinte non cancellano la mancata qualificazione a un mondiale, soprattutto se consideriamo che è la terza consecutiva. Ma dopo anni trascorsi a intraprendere decisioni e vie già viste, Baldini ha avuto il merito di lanciare un messaggio diverso: per ripartire, a volte, bisogna avere il coraggio di ricominciare da zero, mettendo in discussione quanto fatto finora, perché, come insegna “Il piccolo principe”, ogni fine può essere davvero un nuovo inizio… e noi ce lo auguriamo.