L’Italia non giocherà i Mondiali per la terza volta, ma sarà presente nelle aree tecniche di Brasile, Turchia e Uzbekistan. Ancelotti, Montella e Cannavaro confermano ancora una volta la forte influenza della scuola italiana in una competizione di prestigio. Ognuno ha grandi ambizioni e obiettivi differenti: il Brasile sogna la corsa al titolo, la Turchia desidera stupire e l’Uzbekistan vuole scrivere una pagina di storia del suo paese.
Brasile, la sfida più grande di Ancelotti
Il tecnico emiliano è il primo allenatore straniero nella storia della Seleçao e il suo compito è quello di riportare il Brasile sul tetto del mondo, inseguendo il sesto titolo. Dopo cinque Champions League vinte da allenatore, Carlo Ancelotti è stato reputato l’uomo giusto per assemblare una squadra equilibrata ed offensiva, sfruttando le grandi qualità di una formazione ricca di talento. Le caratteristiche dei suoi calciatori sono sempre state al centro dei suoi progetti, senza un sistema tattico imposto: il modulo deve adattarsi ai requisiti dei giocatori e non il contrario. La leadership carismatica di Ancelotti rende l’ambiente di lavoro più sereno, aprendosi al dialogo, all’empatia e chiedendo in cambio la massima disciplina. Il Brasile potrebbe presentarsi con un aggressivo 4-2-3-1, una fase difensiva organizzata nei dettagli, guidata da giocatori di spessore come Marquinos e Gabriel e una fase offensiva basata sulla libertà di movimento di Raphinha e Vini Jr.
La Turchia tra identità e talento
Vincenzo Montella è arrivato sulla panchina a settembre 2023, diventando il quarto allenatore italiano in nazionale turca. La sua priorità è stata trasmettere alla squadra la sua idea di calcio, fondata su un approccio innovativo, possesso palla, verticalità e aggressività. E’ riuscito a valorizzare i suoi giocatori, dando vita e identità ad una rosa colma di giovani talenti. Il progetto Montella ha permesso di creare un’identità riconoscibile, in modo che la squadra sia coerente e preparata contro avversari di ogni tipo. Il tecnico campano ha portato i principi del suo calcio in Turchia, cercando la compattezza tra i reparti e lasciando che il blocco offensivo della sua squadra possa raggiungere ampiezza e profondità. I punti di riferimento della sua nazionale saranno Arda Guler nella trequarti, Hakan Calhanoglu a centrocampo, Demiral in copertura difensiva e Yldiz a guidare l’attacco.
Cannavaro e il sogno Uzbekistan per fare la storia
Fabio Cannavaro torna al Mondiale da allenatore vent’anni dopo essere diventato campione del Mondo. La nazionale uzbeka gli ha affidato la guida tecnica alla fine del 2025, con l’obiettivo di creare un progetto ambizioso e trasformare una nazionale asiatica emergente in qualcosa di grande. L’ex capitano dell’Italia basa la sua filosofia di calcio sull’organizzazione tra i reparti, attenzione alla fase difensiva e alla collettività. Sono elementi fondamentali per ridurre il divario con le squadre più forti della competizione. Cannavaro potrà contare su due figure importantissime nella sua sua rosa: Eldor Shomurodov, capitano della nazionale e trascinatore, reduce da una stagione eccellente nel campionato turco, guiderà l’attacco dell’Uzbekistan al fianco di Abbosbek Fayzullayev, eletto calciatore uzbeko dell’anno e considerato una certezza in campo.