L’Inter guarda di nuovo al Brasile per risolvere il problema della fascia destra. Secondo quanto riportato da Gazzetta dello Sport, tra i profili proposti ai nerazzurri per sostituire Dumfries, ormai diretto al Real Madrid, c’è anche Guga, terzino classe 1998 del Fluminense. Una pista che si è aperta proprio nelle ultime ore, dopo che Marco Palestra è sfumato definitivamente in direzione Chelsea, costringendo il club di Viale della Liberazione a ripartire da zero nella caccia all’erede del laterale olandese: insieme a Guga, l’Inter valuta anche il connazionale Wesley.
Chi è Guga, il soprannome che viene dal tennis
Il vero nome del giocatore, in realtà, non è quello con cui lo conoscono tutti. Sulla carta d’identità c’è scritto Claudio Rodrigues Gomes, ma a Rio de Janeiro, città in cui è nato nell’agosto del 1998, nessuno lo chiama così da quando aveva cinque anni. “Il soprannome mi è stato dato quando avevo cinque anni e giocavo a futsal a Rio”, ha raccontato lui stesso qualche tempo fa. “Il mio primo allenatore, Geraldo, non riusciva a chiamarmi ‘Claudio’, secondo lui non mi si addiceva. Dato che avevo i capelli molto lunghi, e all’epoca Guga era al culmine della sua carriera tennistica, mi disse: ‘Assomigli a Guga, ti chiamerò Guga’. E così mi è rimasto. Oggi, nemmeno mio padre, mia madre, la mia famiglia o mia moglie mi chiamano con il mio nome: tutti mi chiamano semplicemente Guga”. Il riferimento è a Guga Kuerten, il miglior tennista della storia brasiliana, con cui il piccolo Claudio condivideva un taglio di capelli molto simile.

Più terzino che esterno: le caratteristiche
Sul piano tecnico, Guga fa del vigore e dell’aggressività il proprio marchio di fabbrica. La tecnica è buona, senza essere eccelsa, e lo stesso vale per la capacità di giocare in sinergia con i compagni. È anche un rigorista affidabile: ai tempi dell’Avaí e dell’Atletico Mineiro si è presentato sul dischetto in quattro occasioni, segnando sempre.
Il problema, per l’Inter, riguarda però il ruolo. I nerazzurri cercano un elemento capace di giostrare a tutta fascia, una mansione che Guga ha svolto pochissimo in carriera. Al Fluminense ha fatto un po’ di tutto, anche il terzino sinistro e l’esterno in un centrocampo a cinque, come nella semifinale dello scorso Mondiale per Club contro proprio il Chelsea, ma sempre in situazioni di emergenza. Il suo ruolo naturale resta quello del terzino puro, meno propenso alla spinta offensiva rispetto, ad esempio, a Samuel Xavier, con cui si gioca spesso il posto da titolare a Rio.
Una carriera vissuta sempre in Brasile
Guga ha trascorso l’intera carriera nel proprio paese, e a 27 anni è difficile immaginarlo in un contesto improvvisamente più impegnativo come la Serie A. Qualche anno fa il Feyenoord aveva mostrato un interesse concreto, ma l’operazione non si è mai concretizzata. Il percorso del giocatore parte dalle giovanili del Botafogo, prosegue a Florianopolis con l’esordio in prima squadra a vent’anni, fino al trasferimento all’Atletico Mineiro, club che lo prelevò al posto del futuro milanista Emerson Royal, allora cedibile al Barcellona. A Belo Horizonte arrivano un campionato e una Copa do Brasil nel 2021, oltre a una semifinale di Copa Libertadores, prima della cessione al Fluminense nel gennaio del 2023, complice il ritorno dall’ex Siviglia Mariano che gli aveva tolto spazio.

L’episodio del Flamengo e il riscatto con la Libertadores
C’è un capitolo della sua storia che a Rio ricordano bene, e non per ragioni positive. Alla fine del 2019, mentre giocava ancora con l’Atletico Mineiro, Guga pubblicò su Instagram un video in cui esultava per la Copa Libertadores vinta dal Flamengo contro il River Plate, tradendo apertamente il proprio tifo per i rossoneri carioca. L’episodio scatenò reazioni pesanti nell’ambiente del Galo: il terzino fu costretto ad abbandonare il ritiro della squadra e a scusarsi pubblicamente, prima di essere reintegrato in rosa.
Quando il Fluminense lo acquistò nel 2023, buona parte della tifoseria non accolse bene l’arrivo di un tifoso dichiarato del rivale storico. Guga, però, si è guadagnato sul campo il rispetto che inizialmente gli era mancato, distinguendosi nelle partite più complicate. Ne è stato un simbolo proprio nella finale di Copa Libertadores del novembre 2023 contro il Boca Juniors: titolare era ancora Samuel Xavier, ma Guga è entrato a partita in corso, colpendo persino un palo ai supplementari nella notte che ha regalato al Fluminense la prima Libertadores della sua storia.

