News

L’Inghilterra si schianta contro il muro del Ghana: Kane spreca da otto metri, finisce 0-0

A Foxborough la squadra di Tuchel domina il possesso ma non trova mai lo spunto giusto contro la difesa schierata di Carlos Queiroz. Decisivo anche un contropiede sfumato nel finale

Redazione
5 Min Read

A Foxborough, in Massachusetts, l’Inghilterra si è dovuta accontentare di un pareggio che pesa più di quanto le statistiche lascino intendere. Contro il Ghana, gli inglesi hanno chiuso sullo 0-0, restando comunque a punteggio pieno in vetta al Gruppo L ma incappando in una prestazione difensiva avversaria semplicemente eccezionale. Una partita lontanissima, per tono e per ritmo, da quella vista contro la Croazia all’esordio.

Tuchel guarda i suoi giocatori spingere troppo poco

Se contro i croati Thomas Tuchel aveva dovuto adattare i propri metodi alle abitudini di una squadra costruita sui ritmi della Premier League, questa volta è stata davvero l’Inghilterra che gioca secondo le sue indicazioni tattiche. Forse, però, si sono spinti troppo verso quel controllo costante del gioco che caratterizza le migliori squadre allenate dal tecnico tedesco: lo stesso Tuchel, dalla panchina, ha più volte incitato i suoi giocatori a portare la palla avanti con maggiore grinta e velocità.

Pubblicità

Il muro di Queiroz: dieci uomini dietro la linea della palla

Il problema, semmai, ha un nome e un cognome ben precisi: Carlos Queiroz. L’ex assistente del Manchester United allena il Ghana solo da tre partite, ma ha già reso la sua squadra una macchina perfetta nell’applicazione dei fondamentali difensivi. Dieci giocatori di movimento dietro la palla, raddoppi di marcatura sistematici sugli esterni, aggressività su chiunque tenti di inserirsi in area. Bastano le quattro maglie gialle che circondavano Noni Madueke ogni volta che si lanciava in avanti per raccontare l’andamento del primo tempo. L’Inghilterra avrebbe potuto far girare la palla con più rapidità, certo, ma stava comunque cercando di scardinare un blocco basso organizzato alla perfezione.

I limiti della formazione inglese

Questa particolare versione dell’Inghilterra non aveva, semplicemente, gli interpreti giusti per quel tipo di partita. Anthony Gordon e soprattutto Madueke, brillanti nella sfida più aperta contro la Croazia, questa volta hanno faticato negli ultimi metri. E Jude Bellingham – centrocampista box-to-box capace di incidere pericolosamente in zona gol, ragion per cui ha senso schierarlo più avanzato – in una serata come questa avrebbe forse beneficiato di un compagno più abile nello scassinare difese chiuse.

I numeri: possesso altissimo, occasioni quasi nulle

Il dato del possesso palla – tre quarti dell’intera partita – racconta solo una parte della storia. L’Inghilterra ha registrato il primo tiro in porta soltanto al 57° minuto, e i primi 14 tentativi complessivi hanno generato un valore aggregato di appena 0,66 gol attesi. Le occasioni di qualità, semplicemente, non arrivavano.

Il brivido nel finale e gli sprechi di Kane

A undici minuti dal termine, l’Inghilterra ha rischiato grosso: un errore di controllo di Prince Kwabena Adu, propiziato da un disimpegno lento di Eberechi Eze, ha lanciato il Ghana in contropiede. Solo un errore dell’attaccante del Viktoria Plzen e un intervento difensivo perfetto di Ezri Konsa hanno evitato quella che poteva trasformarsi in una sconfitta clamorosa. Pochi istanti dopo, anche Jordan Pickford ha avuto la sua dose di fortuna, quando l’arbitro Said Martínez ha fischiato fallo nello scontro con Abdul Fatawu in uscita dai pali.

Quei momenti di tensione hanno svegliato gli inglesi, che hanno subito creato diverse occasioni: Bukayo Saka ha messo per la prima volta sotto pressione il portiere ghanese Benjamin Asare con un tiro a giro verso il secondo palo, poi Nico O’Reilly ha colpito la traversa di testa su cross di Reece James. Sulla respinta, Harry Kane sembrava avere il tempo e lo spazio per chiudere la partita, ma da otto metri ha calciato clamorosamente sopra la traversa.

Questo, in fondo, è il calcio inglese in miniatura — e non deve trasformarsi in una crisi per Tuchel. Basterà battere Panama con un margine pari o superiore a quello di qualsiasi vittoria del Ghana sulla Croazia per garantirsi il primo posto nel girone. Da lì in avanti, difficilmente l’Inghilterra incontrerà altre squadre capaci di attuare una difesa bassa organizzata come quella vista a Foxborough.

Pubblicità