Novantasei ore. È questo il tempo che separa la Roma dalla scadenza che può ridisegnare l’intera estate giallorossa: il 30 giugno, data limite per sistemare i conti e rispettare i parametri del settlement agreement con la Uefa. Il nuovo direttore sportivo Tony D’Amico è volato a Milano per muoversi contemporaneamente su più tavoli, con un obiettivo chiaro: sistemare il bilancio entro il weekend, proteggere i giocatori considerati incedibili e, allo stesso tempo, gettare le basi per i colpi in entrata da consegnare a Gian Piero Gasperini. La strategia si articola su quattro binari paralleli, e ognuno racconta una parte diversa della stessa corsa contro il tempo.
La diplomazia di Friedkin con la Uefa
Il primo fronte è quello istituzionale, e a guidarlo è direttamente il presidente Dan Friedkin, mosso in prima persona ai vertici della diplomazia calcistica europea. Il club deve contenere entro i 60 milioni di euro il disavanzo del triennio sotto osservazione, dopo avere già pagato una sanzione da 6 milioni per l’esercizio 2024-25. L’obiettivo della proprietà texana è raggiungere un’intesa istituzionale con la Uefa per valorizzare le spese considerate “virtuose” — investimenti nel vivaio, nel calcio femminile, nelle infrastrutture — scorporandole dal calcolo del fair play finanziario. Accettando eventualmente una multa più salata, la Roma spera di alleggerire il peso delle plusvalenze necessarie ed evitare così il sacrificio dei propri big.
Le cessioni: dai giovani ai nomi pesanti
Se la trattativa diplomatica non dovesse bastare, D’Amico ha già pronte le contromisure finanziarie. Dalle cessioni dei giovani, la Roma conta di incassare circa 30 milioni di euro: Alessandro Romano, valutato 6 milioni, è conteso tra Bologna, Palermo e Cagliari; Anass Salah-Eddine è vicino al ritorno in Olanda; Jan Ziolkowski è finito nel mirino del Nottingham Forest.
Tra i nomi pesanti, il più caldo resta quello di Matías Soulé. L’argentino è corteggiato in Europa da Borussia Dortmund, Stoccarda e Bayer Leverkusen, ma la pista più concreta porta in Arabia Saudita: l’Al-Ahli ha offerto al giocatore un ingaggio monstre da 10 milioni a stagione e tratta con la Roma sulla base di 30 milioni più bonus, garantendo una plusvalenza di 12 milioni. Qualora Soulé non bastasse, il secondo sacrificio possibile porta a Manu Koné: valutato 40 milioni (plusvalenza netta di 25), il francese ha già rifiutato l’Atletico Madrid e attende la Premier League, con l’Arsenal in pole position. Nessun margine, invece, per Evan Ndicka e Mile Svilar: su entrambi Gasperini ha posto un veto assoluto.
Blindare lo spogliatoio: Dybala e Celik verso il rinnovo
Mentre si studiano le possibili uscite, a Trigoria si lavora in parallelo per blindare l’ossatura della squadra. Nelle prossime ore sono attesi gli annunci ufficiali dei rinnovi di Paulo Dybala, pronto a legarsi ai colori giallorossi con un nuovo contratto biennale fino al 2028 e opzione per il 2029, e di Zeki Çelik, che firmerà un prolungamento a lungo termine, quadriennale o fino al 2030. Subito dopo la scadenza del 30 giugno si passerà invece alla limatura dei dettagli per il rinnovo del capitano Lorenzo Pellegrini, considerato centrale nel progetto tecnico di Gasperini.

L’obiettivo finale: Mason Greenwood prima che scada il tempo
Tutte queste manovre sulle plusvalenze servono anche a liberare lo spazio di manovra economico per l’obiettivo numero uno della Roma: Mason Greenwood. L’attaccante inglese è la priorità assoluta di D’Amico, che vuole sfruttare i problemi finanziari dell’Olympique Marsiglia prima del 30 giugno. I francesi chiedono 55 milioni di euro, ma la Roma punta a ottenere uno sconto dell’ultimo minuto sfruttando proprio la fretta dell’OM di chiudere. È una corsa contro il tempo nel vero senso della parola: dal 1° luglio, sul contratto di Greenwood si attiverà infatti una clausola rescissoria da 60 milioni. Le prossime 96 ore stabiliranno, di fatto, che volto avrà la Roma della prossima stagione.




