Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ospite in un podcast di Cronache di Spogliatoio ha confermato l’indiscrezione lanciata da Sky Sport su una trattativa aperta con Pep Guardiola per la panchina della Nazionale italiana. Malagò parla di aspetti economici da considerare per l’ingaggio del nuovo CT ma possono essere effettuate delle eccezioni per un nome come quello del tecnico spagnolo. L’operazione può anche non andare in porto ma i dialoghi rimangono vivi e aperti. L’ex numero uno del Coni conferma che la ricerca non è ristretta all’ allenatore ex Manchester City oppure a Mancini o Pirlo ma si ragiona su un determinato profilo e questi coach rientrano in questa categoria.
L’indiscrezione di Sky e il valore di un vincente come Guardiola
Le voci su un possibile discorso aperto tra la FIGC e il tecnico ex Bayern sono state accertate dall’indiscrezione lanciata dalla redazione di Sky Sport su un incontro di 3 giorni a Barcellona tra Maldini, Leonardo e Guardiola per presentare i piani della federazione e proporre il ruolo di commissario tecnico. Il palmares dello spagnolo vanta 12 campionati nazionali tra Bayern Monaco, Manchester City e Barcellona, 6 Champions League, 3 FA Cup e 5 EFL Cup con il City, 2 Cope del Rey in Catalogna e 2 DFB Pokal in Baviera. Oltre i trofei vinti, l’allenatore è stato un vero e proprio innovatore del calcio affermando principi di gioco e un modo di stare in campo adottato da molti altri tecnici europei.
La sua caratteristica peculiare è quella di giocare il cosiddetto “tiki taka” un calcio basato sul possesso del pallone e sullo sviluppo del gioco orizzontale cercando di dominare il campo, questi valori potrebbero essere trasportati anche alla Nazionale italiana. Il lavoro quotidiano in un club è differente da quello di Commissario tecnico di una nazionale e ciò rappresenterebbe una nuova sfida per lo spagnolo. La sua figura è una delle più indicate nel panorama internazionale su cui fondare il nuovo corso della FIGC, compiendo una scelta completamente diversa da quelle effettuate in passato. L’eredità di 3 qualificazioni mondiali fallite e un movimento calcistico totalmente da rifondare è una sfida importante anche per uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio ma la sua esperienza e il suo carisma è sicuramente ciò che serve per riportare in alto l’Italia.