La partita sembrava aver preso una direzione precisa, poi l’ha cambiata due volte. Lazio e Fiorentina chiudono sul 2-2 un confronto segnato dagli episodi e da un finale ad alta tensione, con i biancocelesti che evitano la sconfitta solo al 95’, quando il dischetto diventa l’ultima ancora. Il pareggio muove poco la classifica e lascia sensazioni contrastanti: la Lazio recrimina per l’occasione mancata, la Fiorentina per una vittoria sfumata a un passo dal traguardo.
Primo tempo senza reti, ma non senza segnali
La gara parte con ritmo contenuto e cresce col passare dei minuti. La Lazio prova a prendere campo, costruisce occasioni soprattutto sui calci piazzati e sulle seconde palle, ma trova sempre una risposta attenta della retroguardia viola. La Fiorentina resta più coperta, pronta a colpire in transizione, senza però affondare davvero. Si va all’intervallo sullo 0-0, con la sensazione che basti un episodio per rompere l’equilibrio.
Cataldi apre, Gosens risponde
L’episodio arriva subito dopo la pausa. La Lazio accelera e trova il vantaggio con Danilo Cataldi, che chiude un’azione rapida infilando David De Gea in uscita. È un gol che sembra legittimare la pressione dei biancocelesti. La Fiorentina, però, non si disunisce. Alza il baricentro e trova il pari con Robin Gosens, puntuale nell’attaccare il secondo palo e nel punire una disattenzione difensiva. La partita cambia volto, diventa più aperta e nervosa.
Il finale che nessuno si aspettava
Quando il pareggio sembra ormai il risultato più probabile, arriva l’episodio che spacca la gara. All’89’ l’arbitro indica il dischetto per un contatto in area: Albert Gudmundsson si presenta dagli undici metri, Ivan Provedel intuisce ma non basta. Fiorentina avanti, Olimpico gelato. La Lazio reagisce d’istinto, getta tutto avanti e trova, a sua volta, un rigore in pieno recupero. Al 95’ Pedro non trema e ristabilisce la parità, facendo esplodere lo stadio più per sollievo che per gioia.
Un punto che pesa più per il racconto che per la classifica
Il 2-2 finale racconta una gara spezzata, emotiva, ricca di errori e di orgoglio. La Lazio mostra carattere ma anche difficoltà nel gestire i momenti chiave; la Fiorentina conferma solidità e personalità, ma paga un calo di concentrazione nel finale. All’Olimpico resta la sensazione di una partita non persa per un soffio e non vinta per un attimo. In una Serie A così compressa, anche queste notti finiscono per dire molto più del semplice risultato.


