News

Calciomercato, la classifica della spesa: Napoli vola, il Milan resta quasi fermo

Il mercato estivo non ha ancora aperto ufficialmente i battenti, ma la fotografia della spesa dei club di Serie A è già nitida: comandano Napoli, Juventus e Inter, mentre i rossoneri occupano l'ultimo posto della graduatoria, superati anche da Parma, Frosinone e Monza.

Redazione
7 Min Read

Il calciomercato di Serie A non ha ancora aperto ufficialmente le porte, eppure un primo verdetto è già scritto, e ha il sapore della sorpresa: il Milan, una delle squadre più ricche e blasonate del campionato, occupa l’ultima posizione della classifica della spesa stagionale, superato persino da Parma, Frosinone e Monza. A guidare la graduatoria c’è invece il Napoli di Aurelio De Laurentiis, che ha già investito 66,5 milioni di euro, mentre dietro si muovono con decisione anche Juventus e Inter.

Napoli, Juventus e Inter: il podio della spesa

In casa Napoli hanno preso forma i riscatti di Hojlund a 44 milioni, Alisson Santos a 16,5 e Vanja Milinkovic-Savic a 6, per un totale che già oggi sfiora i 67 milioni complessivi. Il mercato azzurro, comunque, non si fermerà qui: con l’arrivo di Max Allegri sulla panchina partenopea sono attesi nuovi colpi nelle prossime settimane.

Pubblicità
Hojlund
Hojlund

Alle sue spalle c’è la Juventus, ora guidata dal nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali, che ha speso 47,5 milioni: 42 per il riscatto di Lois Openda dal Lipsia e 4,8 per Jeremie Boga. La squadra di Spalletti ha già in programma altre uscite importanti, a partire da Vlahovic, con cui la conciliazione non è andata a buon fine e che dovrà essere sostituito.

Chiude il podio l’Inter, che ha speso 38 milioni ma che avrebbe potuto spenderne quasi 50 in più se l’operazione Palestra fosse andata in porto. Il Chelsea, però, ha soffiato il giocatore ai nerazzurri al fotofinish. Per ora in casa Inter sono stati spesi 23 milioni per riportare a casa Aleksandar Stankovic dal Bruges e 15 per il riscatto di Manuel Akanji dal City.

Roma e Fiorentina inseguono

La Roma ha messo sul piatto 33 milioni, di cui 25 per il riscatto di Donyell Malen dall’Aston Villa, giocatore che ha trascinato i giallorossi nell’El Dorado della Champions League, e 8 versati all’Hellas Verona per trattenere Daniele Ghilardi. Numeri che raccontano una Roma decisa a blindare i propri pilastri prima di pensare a nuovi rinforzi.

Malen Roma Juventus

La Fiorentina, invece, ha speso finora 23 milioni, quasi equamente divisi tra i riscatti di Giovanni Fabbian (13) dal Bologna e Marco Brescianini (10) dall’Atalanta. Resta da capire se la Viola farà un mercato esoso come lo scorso anno o se sceglierà una linea più prudente: molto dipenderà dal destino di Moise Kean, che ha una clausola rescissoria da 62 milioni valida dal 1 al 15 luglio 2026.

Tra centrocampo di classifica e casi da monitorare

L’Udinese ha investito 16 milioni complessivi per Gueye, Zaniolo e Zanoli, ma proprio l’attaccante italiano è al centro di un caso rinnovo delicato: il suo agente si è detto scontento e il giocatore potrebbe non restare a Udine. Alla finestra c’è la Lazio, perché Zaniolo interessa al nuovo tecnico Gattuso, con un possibile ritorno nella Capitale dopo l’esperienza alla Roma.

zaniolo udinese

Il Torino ha speso 14,7 milioni, riscattando Giovanni Simeone a 7,2, Tino Anjorin a 4,5 nonostante una stagione così così, e investendo 3 milioni sul giovane Sandro Kulenovic, considerato un colpo in prospettiva dai dirigenti granata. Il Como, dal suo canto, ha già speso 12,5 milioni, cifra destinata a salire rapidamente con la chiusura dell’affare Kaiki per circa 15 milioni: tra le voci principali figurano il riscatto di Morata dal Milan a 12 milioni, nonostante una stagione sotto le aspettative, e i 500mila euro per Andreas Cuenca dal Barcellona.

Il caso Muric a Sassuolo e l’obbligo Lazio

Il Sassuolo ha speso 12 milioni per i riscatti di Muric (7) e Walukiewicz (5): quello del portiere ha fatto particolarmente rumore, perché a fine stagione aveva manifestato la volontà di andare via, e invece gli Squinzi hanno scelto di trattenerlo, anche con l’idea di monetizzarne il rendimento più avanti. La Lazio, invece, ha speso 11 milioni per il solo riscatto di Boulaye Dia, conseguenza obbligata di un accordo con la Salernitana risalente al 2024. Per il senegalese, ora, si muove il Reims, con Lotito che chiede 15 milioni.

Bassa classifica, tra riscatti minimi e cantieri ancora aperti

Più indietro si muovono Genoa e Bologna, entrambe a 7 milioni di spesa: i rossoblù hanno pagato l’obbligo di riscatto per Lorenzo Colombo, scattato dopo la salvezza raggiunta sotto la guida di De Rossi, oltre a 300mila euro per il giovane Marcelo Vaz; i felsinei hanno invece riscattato obbligatoriamente Tommaso Pobega, e Sartori lavorerà ora per accontentare il nuovo tecnico Domenico Tedesco.

daniele de rossi

Il Monza, tornato in Serie A, ha speso 6,5 milioni, confermando l’eroe della promozione Patrick Cutrone a 4 milioni e aggiungendo Ondoa dall’Estoril e Lucchesi dalla Fiorentina. Il Parma ha investito 6 milioni su Hans Nicolussi Caviglia, mentre il Cagliari si è fermato a 4 milioni per Sebastiano Esposito, rinforzo ritenuto di valore a una cifra contenuta. Chiudono Frosinone (1,6 milioni per Khone e Calò) e Milan, fermo a 1,35 milioni per il controriscatto di Francesco Camarda dal Lecce: le incertezze societarie e l’assenza di un organigramma definito dopo la maxi-epurazione di dirigenti hanno bloccato qualsiasi altra operazione, con Aurelien Guernier dal Birmingham vicino ma destinato al Milan Futuro.

A chiudere la graduatoria c’è il Venezia, con 1 milione investito su Mattia Compagnon dalla Juventus Next Gen. Atalanta e Lecce, invece, non hanno ancora speso un euro: i bergamaschi sono impegnati a vendere prima di acquistare, mentre i pugliesi sono ancora alla ricerca di un erede capace di non far rimpiangere lo storico dirigente Pantaleo Corvino, che ha lasciato il club poche settimane fa.

Pubblicità