Nella mattinata di oggi, l'atmosfera a Zenica è carica di una tensione elettrica, tipica delle vigilie che segnano il confine tra il trionfo e il fallimento sportivo. A poche ore dal fischio d'inizio della sfida decisiva per l'accesso ai Mondiali 2026, il capitano della Bosnia, Edin Dzeko, ha preso la parola in conferenza stampa per analizzare il confronto con quella che considera la sua seconda patria. Per l'attaccante bosniaco, il match contro l'Italia non è una semplice gara di qualificazione, ma un intreccio di ricordi e rivalità che lo vedrà opposto a ex compagni di mille battaglie come i giallorossi Gianluca Mancini e Bryan Cristante. L'analisi tattica e il fattore conoscenza La disamina di Dzeko parte dalla consapevolezza di chi ha abitato i campi della Serie A per quasi un decennio, tra le fila di Roma e Inter. «Conosco bene la nazionale italiana, con alcuni giocatori sono stato a Roma e a Milano. Ci conosciamo a fondo, loro hanno analizzato meticolosamente il nostro modo di giocare», ha dichiarato il "Cigno di Sarajevo", sottolineando come l'effetto sorpresa sia pressoché nullo in una contesa dove i dettagli faranno la differenza. La compagine di Rino Gattuso, chiamata a spezzare un digiuno mondiale che dura da dodici anni, si troverà di fronte un avversario che fa della fisicità e della conoscenza dei meccanismi tattici italiani la sua arma principale. Il peso della storia: il vuoto lasciato dai "Dieci" Nel cuore dell'intervento di Dzeko emerge però una riflessione quasi filosofica sul momento che attraversa il calcio nostrano. Pur riconoscendo il valore della rosa attuale, il capitano bosniaco ha tracciato un solco netto con il passato glorioso della Nazionale. «Cosa manca a quest'Italia… Totti, Del Piero. Questa squadra ha qualità, ma i campioni di una volta erano un'altra cosa», ha sentenziato l'attaccante, evidenziando una carenza di quella fantasia pura che storicamente ha reso la maglia azzurra un incubo per le difese avversarie. In una serata dove la pressione sarà tutta sulle spalle degli Azzurri, la Bosnia cercherà di sfruttare l'impasse psicologica di un gruppo che sente il peso della storia e l'obbligo di non fallire l'ennesimo appuntamento con la kermesse iridata.

Dzeko sfida l'Italia: «Mancano i Totti e i Del Piero, ma sarà battaglia»
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