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Fulham e Arbeloa: gli indizi social che fanno presagire il peggio

Il Fulham ha iniziato la stagione con tre sconfitte consecutive e sui social compaiono segnali che alimentano i dubbi sul rapporto tra alcuni calciatori e il nuovo allenatore Alvaro Arbeloa.

Brutto inizio di stagione per i "Cottagers" penultimi in classifica davanti solamente al Coventry City, squadra neopromossa. La squadra del sud-ovest di Londra spera presto di invertire la rotta, il passivo dice tre sconfitte su tre, rispettivamente contro: Chelsea, nella partita d'esordio persa per 2-3. Sconfitta esterna contro il Sunderland per 1-0 e infine l'ultima, la più recente, 2-3 contro il Crystal Palace. Tre partite, zero punti e già sette goal subiti: un avvio che ha fatto scattare i primi campanelli d'allarme.

Marco Silva a Lisbona, Arbeloa a Londra, 1565 km che raccontano situazioni opposte

Prima del tecnico spagnolo il Fulham era affidato al portoghese Marco Silva. Arrivò nell'estate 2021, quando il Fulham era ancora in Championship. Vinse subito il campionato, riportando il club nella massima serie inglese. Il Fulham per anni ha avuto la nomina di essere uno "yo-yo club" ovvero una di quelle squadre che di continuo sono protagoniste di un sali e scendi fra le due categorie. Marco Silva, però, è riuscito a sdoganare questo appellativo riuscendo a piazzarsi nelle sue quattro stagioni successive al decimo posto da neopromossa, tredicesimo e due volte undicesimo. Trasformando il Fulham in una squadra da metà classifica, garantendogli una presenza stabile nella massima serie inglese. Silva quest'anno è tornato in Portogallo, dove aveva iniziato la sua carriera da allenatore all'Estoril. Ora è di nuovo al vertice del calcio portoghese, con il Benfica dove in 4 partite ha totalizzato tre vittorie e un pareggio. Qui ritroverà uno dei suoi giocatori più importanti dell'esperienza inglese, ovvero Joao Palinha. Arrivato nel 2022 ha giocato 40 partite nella stagione 2022-23 e 39 partite nella stagione 2023-24, prima di trasferirsi al Bayern Monaco. A Londra questo clima spensierato non c'è, i risultati tardano ad arrivare, Arbeloa in tre partite sta dimostrando fatica, soprattutto per quanto riguarda la gestione della tenuta difensiva, sono già sette i goal in campionato.

Arbeloa, dal Real Madrid fino alle sponde del Tamigi

Arbeloa non è un nome sconosciuto: prima di essere allenatore è stato un terzino del Real Madrid. Al giocatore venne attribuito il soprannome di "cono", usato come presa in giro derivata dal suo modo di giocare. Veniva rappresentato come un cono da allenamento, fermo e facile da saltare. La storia del soprannome è legata anche alla famosa risposta di Piqué che definì Arbeloa un "conocido" (conoscente), giocando sulla prima parte di parola, facendo una pausa strategica proprio sulla parola "cono". Da lì, il meme si consolidò. Dopo la sua. carriera da giocatore intraprende quella da allenatore, facendo prima esperienza nelle giovanili del Real Madrid. Il suo rapporto con i giovani è il motivo per il quale il Fulham ha deciso di puntare su di lui. Il 12 gennaio Arbeloa viene promosso tecnico della squadra maggiore e il debutto sarà disastroso. Il 14 gennaio 2026, negli ottavi di finale di Copa del Rey, i Blancos sono stati clamorosamente sconfitti ed eliminati per 3-2 dall'Albacete, squadra di Segunda Division che lottava per non retrocedere in terza serie. Durante la sua esperienza nella capitale spagnola è emblematico l'episodio della rissa fra Valverde e Tchouameni, segno di come il tecnico spagnolo avesse difficoltà a tenere sotto controllo uno spogliatoio così pieno di campioni, nonostante abbia provato a imporre la sua idea. Da sempre molto vicino alla filosofia di José Mourinho, Arbeloa ha imposto sin da subito il pugno di ferro che lo spogliatoio ha digerito a fatica. Il clima a Valdebebas è diventato caldissimo con il passare dei mesi, rendendo l'ambiente insostenibile, portando all'inevitabile addio consensuale a fine stagione dopo il secondo posto con 86 punti, 8 in meno rispetto al Barcellona primo.

La colonia del Real Madrid arriva a Londra

Il mercato ha portato tre giovani del 2004, presenti nel settore giovanile del Real Madrid: i centrocampisti César Palacios, in goal nell'ultima partita, contro il Crystal Palace e Manuel Angel. Oltre a loro è arrivato l'attaccante Gonzalo Garcia, il pezzo forte del mercato del club londinese. Il ragazzo è arrivato per una cifra quasi da record: 40 milioni di euro, eguagliando il record storico del club, stabilito appena un anno prima da Kevin. Oltre a loro sono arrivati: Shea Charles, centrocampista difensivo dell'Irlanda del Nord acquistato dal Southampton per 30,5 milioni di euro e Hugo Larsson, centrocampista svedese arrivato dall'Eintracht Francoforte in prestito con obbligo di riscatto fissato a 22 milioni di euro. 

Il mistero dei social scuote il Fulham

Dopo un inizio così disastroso, sono arrivati inevitabilmente i primi segnali di malumore, dagli spalti ma soprattutto dallo spogliatoio. I due ex Arsenal, il trequartista Emile Smith Rowe e l'attaccante esterno Iwobi, hanno cancellato ogni loro post dal loro profilo Instagram. Questo gesto ha alimentato ulteriormente i sospetti di uno spogliatoio spaccato. Ad alimentare ancora di più questa teoria è la storia criptica del calciatore brasiliano Kevin, acquistato dallo Shaktar. Dopo una sconfitta contro le "Eagles", ha postato una storia sul suo profilo Instagram con le emoji delle tre scimmiette e la didascalia: "No hear, no speak, no see" ("Non sento, non parlo, non vedo). Non esiste una spiegazione ufficiale riguardo questa storia: molti la interpretano come una frecciata alla situazione interna o ad Arbeloa stesso. D'altronde, l'esterno brasiliano ha giocato appena 26 minuti complessivi, divisi in due presenze: 18 contro il Chelsea e 8 contro il Sunderland, per poi restare seduto 90 minuti in panchina contro il Palace. L'ultimo indizio arriva da un tifoso. Il terzino olandese Tete sarebbe stato visto uscire dal "CC", l'abbreviazione di Craven Cottage, al termine dell'ultima partita in casa. Fermato da un tifoso, interrogato su cosa stesse succedendo, il difensore avrebbe risposto: "Speak to that fucking coach". La frase non è verificata, ma è stata riportata da alcune pagine social riguardanti il Fulham, quanto basta per far sì che queste parole diventassero virali, scuotendo ancor di più l'ambiente. Nonostante tanti piccoli segnali, non esiste una prova di una rottura nello spogliatoio. Rimane anche l'ipotesi che la cancellazione dei contenuti sia una scelta concordata fra i calciatori per prendere le distanze dagli insulti e dalle critiche dopo le tre sconfitte consecutive, oppure che possa esserci una direttiva interna del club sull'utilizzo dei social.

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