C’è una scadenza precisa dietro le mosse di mercato della Juventus, e si chiama 30 giugno. La società bianconera deve perfezionare almeno 12-13 milioni di euro di plusvalenze entro quella data per evitare sanzioni da parte della Uefa, senza dover ricorrere a un nuovo aumento di capitale da parte della proprietà. Per raggiungere questo obiettivo, Carnevali ha trovato la soluzione in un’unica operazione: la cessione di Fabio Miretti al Bologna.
Miretti sacrificato: poco spazio e nessun futuro nei piani di Spalletti
I contatti tra le due società sono continui e l’accordo sembra ormai vicino alla conclusione. Il centrocampista, del resto, ha sempre trovato pochissimo spazio alla Juventus e non rientra nei piani futuri di Luciano Spalletti. Trattandosi di un prodotto del vivaio bianconero, la sua cessione genererebbe una plusvalenza netta utile a sistemare i conti, mentre il Bologna otterrebbe un centrocampista di qualità per il proprio reparto mediano.

L’operazione Miretti apre la strada a Lucumi
Quella che sembra una semplice cessione, però, è in realtà propedeutica a un’altra trattativa, questa volta a parti invertite. Su precisa indicazione di Spalletti, la Juventus ha individuato in Jhon Lucumí, attualmente impegnato ai Mondiali con la Colombia, il rinforzo ideale per la propria retroguardia. Il centrale colombiano, dal suo punto di vista, spinge per lasciare il Bologna e tentare una nuova esperienza. La Juventus valuta il suo cartellino attorno ai 20 milioni di euro, cifra che l’incasso della cessione di Miretti contribuirebbe ad abbassare sensibilmente in termini di esborso reale in contanti.
Perché Spalletti vuole proprio Lucumi
Le ragioni tecniche dietro questa scelta sono precise. Spalletti cerca maggiore qualità nella costruzione del gioco dal basso, un aspetto che nella scorsa stagione né Bremer né Kelly sono riusciti a garantire con continuità. Lucumí ha invece un piede educato e un’abitudine consolidata a questo tipo di gioco, frutto dell’impostazione tattica richiesta in precedenza da Italiano a Bologna, che gli chiedeva sempre di giocare il pallone piuttosto che liberarsene semplicemente. A convincere ulteriormente Spalletti sono state anche le doti puramente defensive del colombiano, che avrebbe impressionato il tecnico bianconero durante la gara dello scorso 19 aprile allo Stadium. Essendo mancino, Lucumí potrebbe affiancare direttamente Bremer al centro della difesa, sostituendo di fatto Kelly nell’undici titolare.
Un jolly tattico per Tedesco
Anche dal punto di vista del Bologna, l’operazione Miretti ha una logica tecnica precisa. Il nuovo allenatore Tedesco ha promosso personalmente l’affare, individuando nel centrocampista bianconero il profilo giusto per alzare il livello qualitativo del proprio reparto. Miretti, del resto, aveva già dato ottime risposte durante l’esperienza in prestito al Genoa, al punto che la scorsa estate su di lui si era mosso anche il Napoli, prima che la Juventus decidesse di trattenerlo in rosa senza però concedergli reale continuità. Nel nuovo Bologna, il centrocampista potrebbe essere impiegato come mezzala di inserimento alle spalle della punta in un 4-2-3-1, oppure come mediano davanti alla difesa: un vero jolly tattico a disposizione di Tedesco.




