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Tifosi della Lazio di nuovo in piazza: corteo il 2 luglio da Ponte Milvio allo Stadio Flaminio contro Lotito

I gruppi del tifo organizzato annunciano quella che definiscono "la più grande manifestazione di dissenso della storia delle tifoserie italiane". Appuntamento alle 17:30, con dibattiti, musica e momenti di condivisione

Redazione
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La protesta dei tifosi della Lazio contro la gestione del presidente Claudio Lotito si prepara a tornare nelle strade di Roma. Uno scontro che va avanti da mesi, fatto di stadi sempre più vuoti nel girone di ritorno e della volontà dichiarata di molti sostenitori biancocelesti di non rinnovare l’abbonamento per la stagione che sta per iniziare. Ora, a campionato concluso, la mobilitazione si sposta definitivamente in piazza.

Il corteo: da Ponte Milvio allo Stadio Flaminio

I gruppi del tifo organizzato hanno diffuso una nota per chiamare a raccolta tutta la tifoseria biancoceleste in vista di giovedì 2 luglio, alle ore 17:30. Il corteo partirà da Ponte Milvio – storico luogo di ritrovo dei tifosi laziali – e percorrerà le vie della Capitale fino a piazzale Ankara, sotto lo Stadio Flaminio, dove è stata organizzata una vera e propria piazza con dibattiti, esibizioni artistiche, musica dal vivo e un dj set di chiusura.

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L’appello: dagli abbonati delusi a chi non va più allo stadio

Nel comunicato, i gruppi organizzati invitano esplicitamente a partecipare diverse categorie di tifosi: chi ha mantenuto l’abbonamento ma ha scelto comunque di disertare lo stadio per protesta, chi si abbonerà pur restando contrario all’attuale gestione societaria, e chi semplicemente non frequenta più il Flaminio – o meglio, lo stadio della Lazio – da quando Lotito è alla guida del club. L’appello si estende anche a “giovani, padri di famiglia, attori, giornalisti, cantanti, politici, calciatori”, chiunque si senta coinvolto da quella che il documento definisce una situazione di “sequestro di tifoseria”.

Le parole del comunicato: “Libertà non è elargizione, è una conquista”

Il testo diffuso dai gruppi organizzati è esplicito fin dal titolo: “Libertà!!! La libertà non è elargizione: è una conquista!” Si parla di una “strage d’amore” che andrebbe avanti da 22 anni, e si rivendica il “dovere morale di farci sentire, vedere, ed a questo punto, anche di farci contare”. Il comunicato insiste sulla necessità di mantenere viva quella che viene definita “Lazialità” anche fuori dallo stadio: “Quello che lasciamo momentaneamente dentro lo stadio abbiamo il dovere morale di ricrearlo fuori, a difesa del futuro dei nostri piccoli Laziali e per rispetto dei nostri veterani.”

I promotori chiudono l’appello con un richiamo diretto all’identità della tifoseria, ricordando che “il rancore verso questa società non può pareggiare l’amore per questa maglia e questa storia” e rivendicando l’efficacia delle mobilitazioni già svolte in passato: “Nessuna manifestazione svolta fino ad ora è stata inutile.” L’invito finale è a indossare la maglia biancoceleste e colorare Roma con i propri colori, per dimostrare – scrivono – che i tifosi della Lazio “il destino non lo subiscono”.

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