La ricostruzione della retroguardia dell'Inter è ufficialmente cominciata e i vertici di viale della Liberazione hanno individuato le pedine fondamentali per puntellare un reparto che rischia di perdere diversi pezzi pregiati. L'addio già consumato di Acerbi, le forti incertezze sul rinnovo contrattuale di de Vrij e le sirene di mercato che spingono Bisseck verso i top club europei, tra cui spicca il Bayern Monaco, costringono la dirigenza a un intervento drastico. In questo scenario di profondo rinnovamento, come rivelato da un'indiscrezione della Gazzetta dello Sport, gli uomini di mercato nerazzurri hanno messo nel mirino Oumar Solet come primo tassello, ma le manovre non si fermano qui. Durante gli ultimi vertici societari il tecnico Christian Chivu è stato categorico con la dirigenza: per rimanere competitivi serve un potenziale titolare subito, ma qualora si concretizzasse anche la cessione del centrale tedesco, gli innesti di spessore in difesa dovranno essere necessariamente due. Per questa ragione il presidente Giuseppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio tengono caldissimi i contatti con l'entourage di Evan Ndicka, fresco di qualificazione in Champions League con la Roma. Il centrale ivoriano, attualmente impegnato nel percorso di recupero da un infortunio che non gli impedirà comunque di partecipare al prossimo Mondiale, rappresenta il profilo ideale per completare il pacchetto arretrato e consegnare all'allenatore rumeno una difesa impermeabile. In realtà non si tratta di un nome nuovo nei radar di via della Liberazione, dato che la dirigenza milanese lo aveva già sondato un mese fa, quando la permanenza a Milano di Alessandro Bastoni sembrava tutt'altro che scontata. Saltato quel pericolo, il romanista è rimasto in cima alla lista della spesa proprio come sostituto naturale del partente Bisseck. Il successo dell'operazione è legato a doppio filo alle necessità finanziarie della Roma, che deve completare una corposa serie di plusvalenze entro la scadenza del 30 giugno. Il club giallorosso sta cercando di monetizzare al massimo la cessione dei suoi pezzi pregiati e ha fissato i prezzi: se per il centrocampista Koné, seguito a lungo anche dall'Inter, la richiesta della proprietà capitolina tocca quota 50 milioni di euro, per liberare Ndicka potrebbero bastarne 30. Una cifra che farebbe respirare le casse del club di Trigoria e che i nerazzurri considerano congrua per un difensore pronto all'uso, capace di interpretare sia la difesa a tre che lo schieramento a quattro. Le diplomazie tra i due club lavorano per limare i dettagli, consapevoli che il tempo stringe per entrambi.

L'Inter ridisegna la difesa: il piano di Marotta per Ndicka e la rivoluzione chiesta da Chivu
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