Mora, atterraggio a Trigoria: cifre, il paragone con Dybala e il compito più difficile
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Mora, atterraggio a Trigoria: cifre, il paragone con Dybala e il compito più difficile

Il trequartista portoghese è atteso tra stasera e domani mattina. Operazione da 50 milioni complessivi, sette ore di call per chiudere l'affare, e un ruolo tattico già scritto nella testa di Gasperini

Tra questa sera e domani mattina, Rodrigo Mora metterà piede a Trigoria. Ad attenderlo, oltre ai tifosi, c'è una scommessa da 50 milioni di euro complessivi: 25 milioni più il 50% su una futura rivendita, quota che la Roma può cancellare versando altri 25. Il conto, euro più euro meno, è presto fatto. A raccontarlo, con dovizia di dettagli, è Il Messaggero.

Sette ore di call per chiudere

Dietro quella cifra c'è un lavoro logorante. Tony D'Amico ha speso giornate intere per trovare l'incastro giusto con il Porto, aiutato dall'agente Jorge Mendes: sette ore di telefonate, con un collegamento partito da Trigoria, passato per il Portogallo e arrivato fino agli Stati Uniti. Dopo le fatiche di domenica e di ieri il ds era sfinito. Gasperini, alle sue spalle, sempre più pressante.

Il piede orientato sempre verso la porta

Sul piano tecnico, quello che colpisce di più è il controllo di palla, orientato, dicono gli addetti ai lavori, sempre verso la porta avversaria. Da lì Mora pesca il compagno smarcato o punta direttamente l'incrocio dei pali. C'è chi lo descrive come un piccolo Kakà, chi preferisce restare nella sua stessa zona di campo e lo accosta a un Joao Felix dei tempi migliori, sperando che il classe 2007 non si perda per strada come il connazionale, capace di tanto ma anche di lasciare l'impressione di poter fare molto di più. Resta comunque un dato: è il più giovane esordiente nella storia del campionato portoghese.

Il paragone con Dybala e la simmetria che manca

In Rodrigo, Gasperini vede caratteristiche simili a quelle di Paulo Dybala, e l'idea è di piazzarlo sul lato opposto della trequarti, quello scoperto da tempo. Il tecnico giallorosso insegue da sempre la simmetria offensiva — un po' come ai tempi dell'Atalanta, quando schierava Ilicic a destra e Gomez a sinistra. Non ha ancora un'ala vera, la Roma, ma l'avrà. Intanto la logica resta quella: se c'è un trequartista sul lato destro, ce ne sarà uno anche a sinistra.

Il compito a casa: imparare a difendere

C'è però un capitolo su cui Mora dovrà lavorare, ed è quello meno divertente. Difendere non è mai stato il suo forte. Il resto, assicurano a Trigoria, andrà lasciato esplodere con naturalezza, ma sulla fase di non possesso servirà applicazione, perché Gasperini è tecnico esigente, e con i giovani sa essere pure severo.

Nato a Oporto, tifoso dei Dragões fin da bambino, Mora lascia ora la propria comfort zone per il grande salto italiano. È un po' come se Francesco Totti, cresciuto a Trigoria, avesse un giorno lasciato Roma per cercare fortuna altrove, sbattendo la porta. A Rodrigo, di fatto, sta accadendo l'esatto contrario.

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