Giovedì sera non sarà una partita come le altre. Dopo il combattuto pareggio dell'andata per 1-1 al Dall'Ara, la Roma scenderà in campo per sfidare il Bologna di Italiano in un match da dentro o fuori. In palio c'è la qualificazione ai quarti di Europa League, uno snodo cruciale per l'intera stagione. Gasperini e i suoi ragazzi avranno a disposizione un arma in piu, il fattore campo. Un Olimpico ruggente e tutto esaurito è pronto a spingere e trascinare i giallorossi oltre ogni ostacolo. Si preannuncia una sfida delicatissima, fatta di nervi e di cuore. Per questo, giovedì sera l'intero stadio, guidato dalla Curva Sud, avrà un solo, fondamentale compito: trasformare il terreno di gioco in un vero e proprio inferno sportivo per gli avversari, accompagnando con un boato ogni singolo contrasto. D'altronde, se "90 minuti al Bernabeu sono molto lunghi" (come recitava la celebre profezia dello spagnolo Juanito nel 1985), chi conosce la storia recente sa perfettamente che 90 minuti all'Olimpico possono esserlo altrettanto. Le magiche notti europee e le epiche rimonte degli ultimi anni della Roma ne sono la testimonianza più pura. La Curva Sud sta già scaldando i motori e affilando la voce. L'attesa è finita: giovedì il popolo romanista è chiamato a prendere per mano la Roma, spingerla verso i quarti di finale e tenere vivo l'assalto a quel grande obiettivo stagionale che porta il nome della finale di Istanbul. La magia della Champions League: l'origine del fortino Olimpico Un girone di Champions League impossibile a detta di molti: eppure, contro Atletico Madrid e Chelsea, la Roma non solo riesce a passare il turno, ma lo fa da prima in classifica. Agli ottavi viene sorteggiato lo Shakhtar Donetsk: in Ucraina, nella sfida d'andata, la Roma capitanata da Eusebio Di Francesco perde per 2-1. Nel ritorno, però, la spinta dell'Olimpico si fa sentire, portando la squadra a vincere per 1-0 con il gol di Dzeko e garantendo la qualificazione. È qui che inizia la clamorosa tradizione recente della Roma in Europa. Ai quarti di finale viene sorteggiato il Barcellona: al Camp Nou una sfida sfortunata (con due autogol) finisce 4-1. Tutto sembrava perduto, ma spinta da un intero stadio e da una magia che si respirava da giorni, la Roma compie l'impresa vincendo per 3-0 e volando in semifinale di Champions League. Anche contro il Liverpool, dopo un'andata persa 5-2, la Roma va vicinissima all'impresa vincendo 4-2 al ritorno (con due rigori netti negati, di cui uno con annessa espulsione per Alexander-Arnold). Quella cavalcata è stata la prima pietra del fortino Olimpico. Da Tirana a Budapest: l'Olimpico chiama, la Roma risponde Dopo quella Champions League, l'Olimpico ha continuato a trascinare la Roma: dalla semifinale di Europa League con Fonseca, al trionfo di Tirana in Conference League con Mourinho. Indimenticabile la semifinale contro il Leicester: l'1-0 di Abraham in un Olimpico infernale riportò la Roma in una finale europea dopo 31 anni (dalla Coppa UEFA del 1991). Il ricordo più vivo e bruciante resta però l'Europa League successiva. Un cammino epico, culminato nel dramma sportivo della finale di Budapest, decisa dal pessimo arbitraggio di Taylor. Un rammarico incancellabile e una profonda ingiustizia per i tifosi, che per tutto l'anno avevano trascinato la Roma con un sostegno calorosissimo e senza eguali. Ai quarti, dopo la sconfitta d'andata col Feyenoord, il gol capolavoro di Dybala al 90' aveva acceso la bolgia dell'Olimpico, guidando la squadra al 4-1 ai supplementari. Poi la semifinale vinta 1-0 sul Bayer Leverkusen con rete di Bove, simbolo perfetto di quel tifo viscerale. L'anno seguente, cercando la rivincita, la Roma elimina Feyenoord (ai rigori) e Milan ai quarti, arrendendosi in semifinale solo all'inarrestabile Bayer Leverkusen (0-2), una delle rarissime cadute interne per la Roma. Ultima fiammata è l'andata degli ottavi dell'anno scorso contro l'Athletic Bilbao: stadio perfetto, coreografia da urlo con bandiere ovunque e 2-1 di Shomurodov nel finale. Purtroppo, complice il rosso a Hummels, la squadra di Ranieri perderà il ritorno, uscendo prematuramente dall'Europa. Ma adesso tocca al Bologna. L'Olimpico e i tifosi devono ricreare l'inferno per i rossoblù, spingendo la Roma avanti a tutti i costi per prendersi la rivincita di Budapest. Serve un solo, assordante grido per trascinare i giallorossi verso l'obiettivo della finale di Istanbul: Forza Roma!

Roma-Bologna: la bolgia dell'Olimpico
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