Il grande inizio giustifica la chiamata di Klopp
Le prime cinque partite stagionali interiste hanno dimostrato un fatto e certificato un altro ancora: l'attacco, nel suo complesso, con tutti gli undici giocatori, fa faville: una potenza di fuoco che coinvolge tutti, dalle punte certamente, ma passando anche per i centrocampisti, gli esterni e le avanzate dei difensori. L'Inter è riuscita a mandare in gol nove giocatori differenti, giocando solamente cinque gare, un numero a dir poco impressionante. Dall'altra parte, però, Chivu deve fare i conti con una difesa scricchiolante, messa spesso in difficoltà dal luna park offensivo, ma anche dal rendimento non eccezionale di alcuni suoi uomini. Del portiere, Martìnez, si è già parlato molto, ed è esattamente quello che l'allenatore dell'Inter non vuole fare. Quindi, c'è da spostare l'occhio su altri problemi della retroguardia nerazzurra: Akanji non sembra affatto quello dello scorso anno, per il momento, complice un mondiale difficile e finito nel peggiore dei modi, sbagliando un rigore decisivo. D'altro canto, il suo alter ego, John Stones, comincia già a dare dei problemi fisici, come era lecito attendersi. E se Pavard e Bastoni si confermano degli usati sicuri e di costante rendimento, il buco rimane nella zona centrale della difesa. Ed ecco che la stagione di Bisseck viene messa in risalto: il tedesco sta mantenendo una continuità di prestazioni ottima, condita anche dal gol all'esordio contro il Monza. Certo, gli errori ci sono stati, vedi Madrid, ma con li gioco ad altro rischio dell'Inter verrebbe da dire che sbagliare sia quasi umano. La forza fisica dell'ex Aarhus, la sua capacità di creare gioco nella metà campo offensiva e i passi avanti in quella difensiva hanno in toto convinto l'allenatore dell'Inter, che, ora, non lo toglie mai. E, come dimostrato questa mattina, Bisseck non ha impressionato soltanto Chivu, ma anche Jurgen Klopp, il suo commissario tecnico, che lo attende in Germania per la sua seconda volta.