Il futuro della Roma si è deciso in dieci minuti nella pancia dello Stadio Olimpico. Subito dopo la conferenza stampa post-Atalanta, segnata dal congedo verbale di Gian Piero Gasperini, il consigliere di fiducia della proprietà, Ed Shipley, ha intercettato il tecnico per un vertice d'emergenza. Il colloquio, avvenuto tramite una linea criptata con il Texas, ha rappresentato il primo segnale di reazione dei Friedkin alla crisi interna. Il dato politico rilevante è l'esclusione fisica e operativa di Claudio Ranieri e Frederic Massara dal confronto. L'assenza del Senior Advisor e del Direttore Sportivo durante la call tra Shipley e Gasperini suggerisce un cambio di gerarchie imminente. La proprietà americana, di fronte alla prospettiva di fallire l'accesso alla Champions League per la stagione 2026/2027, sembra intenzionata a proteggere l'investimento triennale sul tecnico, anche a costo di una epurazione dirigenziale. Gasperini ha ribadito la propria posizione: l'impossibilità di convivere con l'attuale struttura sportiva. La gestione del "caso Ranieri" è diventata il termometro dell'autorità della presidenza. Proseguire con il tecnico significherebbe smantellare l'organigramma costruito nell'ultimo anno, proprio alla vigilia del Centenario del club. L'interpretazione del faccia a faccia indica che la missione di Shipley fosse quella di ricucire lo strappo immediato per evitare le dimissioni lampo del tecnico. Tuttavia, il silenzio mantenuto dai protagonisti all'uscita dai locali dello stadio conferma che la partita per la riconferma di Gasperini resta legata all'accoglimento delle sue richieste di pieni poteri. A Trigoria la convivenza tra l'allenatore e il duo Ranieri-Massara è ufficialmente terminata: la scelta della proprietà determinerà non solo la guida tecnica, ma l'intero assetto societario del prossimo triennio.

Roma, vertice segreto Shipley-Gasperini: Ranieri e Massara esclusi dal colloquio
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