Luglio è quasi terminato, il campionato è alle porte e la Roma guidata da Gasperini rimane ancora una delle poche squadre di Serie A a non aver ancora ultimato nemmeno un acquisto, se non si considerano tali i riscatti di Malen e Ghilardi. Un immobilismo che fa discutere, tipico della gestione Friedkin, e che da anni viene accostato ed in parte giustificato dal Settlement agreement siglato con la UEFA nel 2022. Ma quanto pesano davvero i paletti di quell'accordo sul mercato giallorosso? Che cos'è il Financial Fair Play (FFP)? Per rispondere bisogna fare un passo indietro e chiarire di cosa stiamo parlando, evitando di confondere due cose distinte. Da un lato i regolamenti UEFA sul controllo finanziario dei club, che per semplificare chiameremo Financial Fair Play (FFP), anche se dal 2022 il loro nome è mutato in UEFA Financial Sustainability Regulations. Dall'altro il Settlement Agreement, ovvero l'accordo specifico stipulato tra Roma e UEFA. Il FFP è un insieme di regolamenti a cui tutte le società partecipanti alle competizioni UEFA devono aderire, senza eccezione alcuna, e che la UEFA monitora a partire dalle stagioni precedenti alla partecipazione alla competizione stessa. Regole che si sono evolute nel corso degli anni fino a trasformarsi nel 2022 nel sistema tuttora vigente, basato su tre pilastri fondamentali: la no overdue payables rule, la football earnings rule e la più rivoluzionaria squad cost rule. Entrare nel dettaglio di ciascuno esulerebbe dagli scopi di questo articolo, ma la distinzione con il Settlement Agreement è fondamentale per capire di cosa stiamo davvero parlando, considerando che spesso i due argomenti vengono trattati come se fossero la stessa cosa. Che cos'è un Settlement Agreement? Il Settlement Agreement, traducibile in Italiano come "accordo di patteggiamento", è uno strumento utilizzato dalle UEFA nei confronti dei club nei casi in cui le violazioni del Financial Fair Play non sono tali da giustificare sanzioni gravi ed immediate come l'esclusione dalle competizioni europee. Prevede accordi pluriennali in cui il club riconosce di aver sforato i parametri e accetta una serie di condizioni tra cui multe, restrizioni sulla rosa e obiettivi finanziari da rispettare anno per anno. Se la società rispetta i termini, le sanzioni condizionali decadono. Se li viola, le conseguenze si aggravano. Settlement Agreement tra Roma e UEFA 2022 La Roma è vincolata dal Settlement Agreement dal 2022, ma è importante capire cosa significhi questo concretamente sul mercato. L'accordo è stato stipulato per cinque stagioni, dalla stagione dalla 2022/23 alla 2026/27 , il che significa che quella che sta per cominciare dovrebbe essere l'ultima sotto regime UEFA, a patto naturalmente che i giallorossi riescano finalmente a rispettare i parametri fissati. Nelle prime stagioni dell'accordo il club era soggetto ad un divieto esplicito di registrare nuovi giocatori nelle liste UEFA, un paletto che ha condizionato direttamente le scelte di mercato della società - ricorderete il mercato da soli 7 milioni in due finestre di mercato con Mourinho nel 2022. Quel divieto ad oggi è scaduto, ma la Roma deve continuare a rispettare obiettivi finanziari annuali precisi che però non sono mai stati resi pubblici dalla UEFA. In termini pratici ed estremamente semplicistici, ogni acquisto dovrebbe essere bilanciato da una cessione o da entrate sufficienti a non sforare i parametri concordati, pena nuovi sanzioni economiche che andrebbero ad aggiungersi agli 11 milioni già accumulati in tre anni di infrazioni intermedie (2 milioni nel 2024, 3 milioni nel 2025 e i 6 milioni del giugno scorso). Il mercato della Roma non è dunque bloccato dal Settlement Agreement in senso assoluto, ma ne è pesantemente condizionato. Il risultato è una società costretta a muoversi in modo coordinato su entrare e uscite, senza potersi permettere - al momento - lussi particolari. Una situazione resa ancora più delicata dal fatto che durante la prossima stagione la Roma affronterà la Champions League con una rosa che, a meno di un mese dall'inizio del campionato, è sostanzialmente uguale dell'anno scorso. Con qualche Celik in meno.

Roma, mercato da zero acquisti: colpa del Settlement Agreement?
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