Nella vittoria sofferta contro l'Elche, fanalino di coda del campionato, prima ancora che il pallone iniziasse a rotolare la partita aveva già fatto discutere. Il gesto dei tre calciatori del Real Madrid di non esporre completamente la maglia in sostegno di Ceuta ha fatto scatenare parecchie indignazioni. L'immagine in pochi minuti ha fatto il giro dei social, lasciando spazio al dibattito sull'iniziativa promossa da LaLiga.

Todos somos caballas: Mbappé, Vinicius e Konaté non mostrano il messaggio per Ceuta
I tre giocatori del Real Madrid hanno indossato la maglia con la scritta "Todos somos caballas" prima della sfida vinta 2-3 contro l'Elche, ma l'hanno tenuta arrotolata fino al petto. Mbappé e Vinìcius se la sono poi tolta prima del saluto alle altre squadre, mentre Konaté l'ha mantenuta durante il passamanos.
"Todos somos caballas"
La maglietta non era una semplice divisa celebrativa, rappresenta l'iniziativa promossa dal per Ceuta, città autonoma spagnola sulla costa nordafricana, vicino al Marocco. Il messaggio era chiaro: "Todos somos caballas". Ovvero, "Siamo tutti caballas", con un riferimento diretto al modo in cui vengono chiamati gli abitanti di Ceuta. L'iniziativa è stata promossa dall'Asociaciòn Valenciana de Empresarios (AVE) e sostenuta da LaLiga, con l'obiettivo di mostrare vicinanza all'exclave spagnola. Sulla maglietta compariva anche il messaggio "Ceuta y sus caballeros de la mar", un richiamo al rapporto storico tra la città e il mare. Sul retro invece erano presenti il nome di Ceuta e lo stemma della Spagna. La scelta di portare questo messaggio nel calcio non è casuale. Il campionato spagnolo ha coinvolto club e calciatori per dare visibilità all'iniziativa. Proprio in questo contesto, la maglia è arrivata nello spogliatoio del Real Madrid. Il messaggio era stato pensato solo per essere mostrato, ma i due candidati al Pallone d'Oro, Mbappé e Vinìcius, insieme al loro compagno di squadra Konaté hanno deciso di non esporre integralmente il messaggio davanti le telecamere. L'atteggiamento ha fatto ancora più scalpore perché il resto dei giocatori ha indossato la maglietta di sostegno, rispettando l'iniziativa. I tre giocatori non hanno fornito pubblicamente una spiegazione sul perché della loro scelta. Il Real Madrid aveva accettato la proposta, rispettando però la sensibilità individuale dei singoli calciatori.
Quando il calcio incontra la politica
L'episodio che ha fatto parecchio scalpore, tanto da mobilitare anche il segretario generale di Vox, partito di estrema destra spagnola. Durante il congresso José Maria Figaredo, il segretario ha criticato i tre calciatori accusandoli di non supportare gli spagnoli, aggiungendo: "I tre calciatori sono molto liberi di fare e difendere le cause che vogliono", ma ha anche sottolineato come: "I cittadini spagnoli sono molto liberi di sentirsi indignati con tre milionari che vivono in Spagna e poi non supportano gli Spagnoli". Sono arrivate critiche anche dal PP, dal Partido Popular, partito di centrodestra. La portavoce al Congresso, Ester Munoz, ha sottolineato che i tre calciatori militando in un club spagnolo, "dovranno spiegare perché non vogliono difendere la Spagna".
La controversia colpisce anche Abde Ezzalzouli
La maglia in onore di Ceuta non era presente solo ad Elche-Real Madrid, la possiamo trovare anche nelle altre partite, come durante la sfida di lunedì 14 settembre fra Villarreal e Real Betis, vinta dagli ospiti per 1-2 con il goal decisivo dell'ex Napoli Natan. La polemica nasce quando le telecamere inquadrano Abde Ezzalzouli. Il giocatore, nato a Beni Melal e rappresentando la nazionale marocchina, indossando questa maglia ha fatto scatenare le polemiche, non degli spagnoli come successo a Madrid ma, della sua gente, quella marocchina. Alcuni tifosi possono aver interpretato questo gesto come una presa filo-spagnola sulla questione delicata. Ceuta è politicamente sensibile. Il Marocco rivendica il territorio e la Spagna ne esercita la sovranità. All'inizio dell'escalation persone vicine al calciatore avevano detto che non aveva compreso il significato specifico della maglia indossata. Successivamente, è stato lo stesso calciatore a chiarire l'accaduto dicendo: "Voglio chiarire che in nessun momento questa maglietta, che riguarda la gente di Ceuta, è stata utilizzata per scopi politici né intendeva denigrare o mancare di rispetto al mio popolo. Il popolo marocchino. Si trattava di una maglia di natura sociale, volta a sostenere un gruppo di persone e residenti che stanno vivendo una situazione difficile, indipendentemente dalla loro nazionalità". Il Real Betis ha poi ritwittato la dichiarazione del proprio calciatore, esprimendo il pieno sostegno, aggiungendo: "Questo è un esempio di solidarietà e umanità, siamo con te".












