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Vinicius si prende il Brasile: gol e assist in ogni partita, Neymar lo osserva dalla panchina

L'attaccante del Real Madrid ha deciso tutte e tre le gare del girone, chiuso al primo posto davanti al Marocco. Mentre lui esplode, l'erede designato sembra aver trovato finalmente il proprio Mondiale, Neymar è tornato in campo dopo due anni e mezzo di assenza.

Redazione
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Tre partite, sei gol coinvolti: Vinicius Junior ha semplicemente preso per mano il Brasile nel girone della Coppa del Mondo. La Seleção di Carlo Ancelotti ha chiuso il proprio raggruppamento al primo posto, in coabitazione con il Marocco ma con una differenza reti migliore, e a guardare i numeri delle tre gare giocate è impossibile non vedere il nome dell’attaccante del Real Madrid ovunque ci sia stato un gol da segnare o da costruire.

Una doppietta più assist contro la Scozia

Il Brasile ha segnato sette reti complessive nel girone: una al Marocco, tre ad Haiti, altre tre alla Scozia. Vinicius è entrato in sei di queste azioni. Contro i marocchini ha firmato personalmente il pareggio dopo lo svantaggio iniziale di Saibari; contro Haiti ha propiziato l’1-0 di Matheus Cunha, servito poi l’assist per il raddoppio e chiuso lui stesso i conti sullo 0-3. Contro la Scozia, infine, doppietta e assist, oltre a un altro gol annullato nel corso della partita. Un impatto totale, che racconta di un giocatore arrivato al Mondiale in una condizione completamente diversa da quella delle ultime stagioni.

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Il rapporto complicato con la maglia verdeoro

Fino a poco tempo fa, in effetti, tra Vinicius e il Brasile c’era quella che si potrebbe definire una relazione complicata. Prima dell’inizio del torneo, l’attaccante aveva collezionato 49 presenze e 9 gol in nazionale, numeri piuttosto mediocri per il proprio status: una partecipazione discreta al Mondiale del Qatar, una Copa America vissuta a metà per la squalifica che gli costò il quarto di finale contro l’Uruguay, qualche guizzo nelle amichevoli. Né lui né Raphinha, attualmente fermo per un infortunio muscolare rimediato contro Haiti, erano riusciti finora a prendersi sulle spalle un’intera nazione calcistica.

Nelle grandi competizioni, Mondiali e Copa America comprese, Vinicius si era fermato ad appena due gol e tre assist prima dell’esordio col Marocco in questo torneo. Quattro gol in tre partite di girone, esattamente quanti ne aveva segnati nelle precedenti 12 uscite con la maglia verdeoro, sono dunque un dato che pesa, e parecchio.

Le parole di Vinicius e Ancelotti

Dopo la partita contro la Scozia, lo stesso Vinicius ha provato a spiegare cosa sia cambiato. “Non mi preoccupano i numeri”, ha detto l’attaccante, “mi preoccupa solo dare il massimo per aiutare la Nazionale. Sono molto contento per i gol, oggi ho anche segnato di testa, cosa che avevo promesso al ct: lui aveva detto che era quasi impossibile e che mi avrebbe fatto un regalo. Per cui aspetterò”. E ha aggiunto: “La cosa più importante sono le vittorie, i nostri progressi nelle partite. Adesso dobbiamo continuare e migliorare ancora di più per il prossimo obiettivo, perché ora si gioca a eliminazione diretta”.

Ancelotti, dal proprio canto, non si è sorpreso del momento del suo numero 7: “Non avevo dubbi su come sarebbe arrivato a questo Mondiale. Per lui è un onore giocare con la Nazionale, sta facendo molto, molto bene. E ha anche segnato di testa, cosa piuttosto rara per lui. Ma non sono certo io a scoprire Vini. Per me è un giocatore di primissimo livello. Uno dei migliori giocatori al mondo”.

vinicius

Il Brasile senza icona dopo Neymar

Dietro l’esplosione di Vinicius c’è anche una storia più ampia, quella di una nazionale rimasta per anni senza un vero idolo dopo il declino di Neymar. Da quando l’ex giocatore di Barcellona e PSG, oggi al Santos tra giocate di classe, i soliti infortuni e un’età che non lascia scampo, ha imboccato l’ultima curva della carriera, il Brasile non ha più avuto un riferimento assoluto sul campo, uno come il Fenomeno Ronaldo, Romario o Ronaldinho. Vinicius era considerato il naturale erede, ma fino a questo Mondiale non era riuscito a raccoglierne completamente l’eredità.

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Il ritorno di Neymar e il passaggio di consegne

Proprio nella notte in cui Vinicius dominava contro la Scozia, Neymar è tornato in campo per la prima volta dopo due anni e mezzo dall’infortunio rimediato in Uruguay, inserito da Ancelotti a un quarto d’ora dalla fine, tra le lacrime al momento dell’ingresso. Non ha sfigurato: un bel passaggio per Vinicius al primo pallone toccato, una buona partecipazione alla manovra, una conclusione in extremis respinta dal portiere scozzese Gunn. Ancelotti ha commentato la sua prestazione dicendo che “ha la passione di un ragazzino”. La strada, però, sembra già tracciata: l’erede designato resta Vinicius, che ora pare aver trovato finalmente la chiave per uscire dal limbo in cui si trovava ogni volta che la pressione della maglia verdeoro aumentava, proprio nel torneo in cui il Brasile, da sfavorito, insegue il sogno dell’hexa.

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