La classifica concede un timido respiro, ma l’infermeria toglie il fiato. Il Cagliari di Fabio Pisacane si proietta verso la delicata trasferta del “Tardini” navigando in un paradosso tecnico che rischia di compromettere la stabilità della manovra: in soli due mesi, il sodalizio sardo è passato dall’abbondanza alla carestia totale nel ruolo di playmaker. Con la cessione di Prati a gennaio e i contemporanei stop fisici di Gaetano e Mazzitelli, la compagine rossoblù si presenta al cospetto di un Parma lanciatissimo senza un vero regista di ruolo. Un’impasse tattica che obbligherà il tecnico a ridisegnare l’assetto mediano proprio nel momento in cui la lotta salvezza entra nella sua fase più incandescente.
Il rebus centrocampo e la carta Liteta
Il fastidio al polpaccio accusato da Mazzitelli contro la Lazio sembra aver scritto la parola fine sulle speranze di vederlo in campo venerdì notte. Con tempi di recupero strettissimi, Pisacane è orientato a virare su una mediana a due, composta dai muscoli e dal dinamismo di Sulemana e Adopo. Resta viva l’ipotesi di un inserimento, anche a gara in corso, del giovane Liteta, mentre si registra il ritorno in gruppo di Michael Folorunsho. L’ex Verona, tuttavia, non può essere ancora considerato il salvatore della patria: reduce da due mesi di inattività, la sua autonomia è limitata e gli si chiederà di gestire il ritmo più che di compiere miracoli agonistici.
La difesa, pur orfana dello squalificato Mina, gode di una maggiore profondità numerica. Per sopperire al carisma del colombiano, il tecnico punterà sulla solidità di Dossena e Zappa, ma la vera scommessa per scardinare l’undici di Pellegrino risiede sulle corsie esterne. L’idea di Pisacane è quella di azionare le “frecce” Palestra e Idrissi dal primo minuto, cercando di trasformare la gara in un duello di velocità sulle fasce per bypassare il traffico centrale.
Salvezza: la volata delle inseguitrici
Se per il Parma la sfida rappresenta un vero e proprio match point per chiudere definitivamente i conti con la permanenza in Serie A, per il Cagliari ogni punto lasciato per strada rischia di pesare come un macigno. La zona retrocessione ha ripreso a correre: il Lecce, nonostante il recente stop contro l’Inter, ha dimostrato una vitalità preoccupante per le concorrenti, così come la Fiorentina appare in netta ripresa. Con dodici giornate ancora da disputare, la soglia di sicurezza non è affatto definita e il margine d’errore si è assottigliato drasticamente.
L’orizzonte clinico resta l’unica nota dolente per il futuro prossimo: Gaetano, Deiola e Borrelli ne avranno ancora per almeno tre settimane, costringendo la compagine isolana a un esercizio di resistenza prolungato. Le speranze di riavere l’organico al completo sono fissate per aprile, con il possibile rientro di Andrea Belotti a guidare l’attacco nel rush finale. Fino ad allora, il Cagliari dovrà fare di necessità virtù, cercando nel cuore e nell’organizzazione di gioco la forza per respingere l’assalto di un Parma che sente già il profumo del traguardo.


