La pausa per le nazionali di metà novembre, per una volta, a Roma profuma di serenità. La squadra è in testa al campionato in coabitazione con l’Inter, il gioco convince, l’ambiente è caldo ma non isterico. E la sosta capita nel momento giusto per permettere ai capitolini di recuperare qualche infortunato di troppo. Ed è proprio in momenti così che tornano a galla i nomi dell’estate: Rios, Echeverri, Sancho, Fábio Silva. Trattative rincorse per settimane, sogni accarezzati e poi svaniti. Oggi, a mercato chiuso da un pezzo, la domanda è inevitabile: stanno davvero facendo così bene da far pentire Trigoria? Rios, l’unico vero (quasi) rimpianto Nella sua attuale squadra, Rios si è preso il centrocampo con una naturalezza quasi disarmante. Passato al Benfica in estate per circa 30 milioni, è già oltre le 20 presenze stagionali tra tutte le competizioni, con quasi 1900 minuti in campo da titolare fisso davanti alla difesa. Non è solo quantità: in Portogallo lo descrivono come uno dei mediani più continui del campionato, sempre dentro al gioco, capace di tenere insieme aggressività e pulizia nel primo passaggio. È forse l’unico caso in cui il romanista può chiedersi davvero “come sarebbe stato con lui in mezzo”. Eppure la Roma, pur senza il colombiano, ha trovato equilibrio e intensità: il rammarico c’è, ma non è una ferita aperta. Echeverri, talento ancora in costruzione Il “Diablito” sta assaggiando il grande calcio europeo a piccoli sorsi. Dopo il passaggio al Manchester City e la stagione di crescita tra Argentina e Inghilterra, oggi al Bayer Leverkusen ha messo insieme poche presenze in Bundesliga (quattro gettoni, minutaggio ridotto) e altre uscite in Champions, sempre da complemento più che da protagonista. Si vedono lampi di talento: conduzione palla al piede, strappi tra le linee, qualche giocata che accende lo stadio. Ma niente che ribalti le gerarchie del suo club. Alla Roma sarebbe arrivato come investimento sul futuro, non come titolare inamovibile. Col senno di poi, resta più la curiosità di quello che potrebbe diventare che il rimpianto per quello che non è stato. Sancho, grande nome che delude Sancho è ripartito ancora una volta da zero. Dopo una stagione al Chelsea chiusa con 31 presenze in Premier League, 3 gol e 4 assist, più un ruolo da protagonista nella vittoria della Conference League, ha scelto Aston Villa per l’ennesimo rilancio. Finora, però, i numeri non raccontano una rinascita: poche presenze in Premier, nessun gol, rendimento altalenante e la sensazione che debba ancora trovare collocazione stabile nel sistema di Emery. Il talento, nelle giocate isolate, resta evidente, ma la continuità è tutta da ricostruire. Per la Roma avrebbe significato ingaggio pesante e la scommessa di rimettere in piedi un giocatore psicologicamente fragile. Visto l’andamento attuale, non sembra un treno perso: più che altro un rischio evitato. Fábio Silva, pochi lampi ma non ancora leader Il portoghese arriva da una stagione importante al Las Palmas, dove ha chiuso la Liga con 10 gol in 24 presenze, abbastanza da convincere il Borussia Dortmund a investire oltre 20 milioni per portarlo in Bundesliga e legarlo fino al 2030. In Germania, però, il suo impatto è ancora “a singhiozzo”: qualche presenza, pochi minuti, un assist e una condizione fisica non ancora perfetta dopo i problemi muscolari estivi. Alterna sprazzi interessanti, movimenti intelligenti e qualche giocata da highlights, ma non è ancora quel centravanti capace di prendersi sulle spalle un reparto. In una Roma che punta al vertice, servono certezze più che promesse. Un occhio al mercato di gennaio senza rimpiangere quello che non è stato Al netto dei percorsi di questi quattro, la Roma resta lì, in alto. Il mercato estivo non sarà stato perfetto, ma la rosa funziona e la classifica lo certifica. Resta però un punto fermo: a gennaio qualcosa andrà fatto, soprattutto davanti. Servirà un giocatore pronto subito, capace di portare gol, profondità e alternative reali, più che l’ennesimo nome da copertina o il talento ancora in rodaggio. Guardando oggi Rios, Echeverri, Sancho e Fábio Silva, il bilancio è meno amaro di quanto potesse sembrare ad agosto. Forse un pizzico di rimpianto per il colombiano, molta curiosità per gli altri, nessuna tragedia sportiva. La vera forza della Roma, adesso, è potersi godere il presente e programmare il futuro senza farsi condizionare dai “quasi” dell’estate, ma da una classifica che, per una volta, parla chiaro.

Da Rios a Sancho: come stanno andando i mancati colpi della Roma
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