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Juventus, João Mário verso l’addio: Mingueza nel mirino e il rimpianto Costa

Alla Continassa è tempo di bilanci, e qualcuno non torna. La Juventus ha imboccato una strada chiara sulle corsie esterne, ma il percorso scelto dodici mesi fa oggi presenta il conto. João Mário è sul mercato, senza giri di parole, e la sua parabola in bianconero racconta più di un semplice cambio di gerarchie: racconta un investimento che non ha reso e una correzione di rotta ormai inevitabile.

João Mário, un’idea che non ha preso quota

Arrivato con aspettative precise, João Mário non è mai entrato davvero nel progetto. I numeri sono asciutti e non ammettono interpretazioni: 13 presenze complessive, 373 minuti, un solo assist. Poco spazio, poca continuità, poca fiducia. Con Luciano Spalletti l’utilizzo è stato marginale; prima ancora, sotto Igor Tudor, qualche chance in più, ma senza scosse. Non è questione di impegno o applicazione. È questione di aderenza al sistema. João Mário non ha convinto, e la Juventus ha scelto di non insistere.

Il nodo economico: vendere sì, svendere no

La linea del club è netta: evitare la minusvalenza. L’acquisto dal Porto era costato poco più di undici milioni più oneri; oggi, per non scrivere a bilancio una perdita, servono almeno 11 milioni. Il mercato portoghese osserva, apprezza il profilo, ma non è detto che arrivi subito l’offerta giusta. Il paradosso è tutto qui: un contratto lungo (scadenza 2030) firmato come segnale di fiducia e una separazione che si profila appena un anno dopo. Il campo ha parlato prima della carta.

La Juventus guarda avanti: Mingueza nel mirino

L’uscita di João Mário è legata a doppio filo alle entrate. Il nome cerchiato in rosso è quello di Óscar Mingueza, profilo ritenuto più funzionale e duttile. Terzino destro di base, centrale all’occorrenza, capace di scivolare anche a sinistra o di alzarsi a tutta fascia: esattamente il tipo di versatilità che oggi la Juventus cerca per ridisegnare le corsie. La valutazione tecnica è chiara: meglio un giocatore che si adatta al sistema che un sistema piegato al giocatore. Ed è qui che la scelta Mingueza prende senso.

Il rimpianto che pesa: Alberto Costa

C’è però un confronto che rende il bilancio più amaro. Per fare spazio a João Mário, la Juventus aveva salutato Alberto Costa, ceduto per 15 milioni. Oggi Costa sta crescendo a vista d’occhio proprio al Porto, attirando attenzioni di primo piano – si parla già di Paris Saint-Germain in prospettiva. Scelte che il tempo rilegge senza indulgenza. E che aprono interrogativi legittimi sulla gestione delle priorità.

Una correzione necessaria

João Mário non è un capro espiatorio. È il simbolo di un’operazione che non ha funzionato e di una Juventus che ora deve correggere. Con freddezza, evitando errori economici e scegliendo profili più aderenti al progetto. Il mercato serve anche a questo: ammettere quando una strada non porta dove speravi e cambiarla prima che il costo aumenti.

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