“Tale notizia è priva di fondamento”. In una nota ufficiale, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha smentito l’ipotesi di un blocco del progetto del nuovo Stadio della Roma a Pietralata legato ai ritrovamenti archeologici, chiarendo che non si tratta di uno stop ma di un approfondimento di indagini su siti già noti e già mappati. Chiuso il caso mediatico, resta la questione vera: che stadio sta costruendo la Roma, come sarà il distretto esterno e perché l’opera è considerata decisiva per competitività sportiva e sostenibilità economica. Il passaggio più concreto degli ultimi mesi è la consegna in Campidoglio del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica), che la Roma stessa definisce “fondamentale” e propedeutico alla fase successiva del progetto. Nel comunicato del club, l’impianto viene descritto come un’infrastruttura pensata per essere moderna, sostenibile e “integrata” nel quadrante urbano, con interventi su mobilità e servizi. Come sarà il nuovo Stadio della Roma: capienza, Curva Sud e impianto “vivo” tutto l’anno Le basi progettuali su cui si ragiona da tempo parlano di una capienza da 55.000 posti estendibile fino a 62.000, con una quota importante di hospitality. La Roma, inoltre, ha indicato l’inserimento del progetto tra i potenziali impianti per UEFA Euro 2032 come uno degli elementi che ne certificano ambizione e rilevanza. Nel progetto depositato, la Roma mette al centro una Curva Sud monumentale (definita “la più grande d’Europa”), pensata come elemento identitario e di atmosfera, non solo come tribuna. Il cambio di paradigma è qui: uno stadio non “aperto a ore”, ma un luogo capace di generare ricavi e flussi 365 giorni l’anno. Nei documenti si parla di mix funzionale con aree hospitality , spazi retail, e funzioni per intrattenimento e servizi. Il polmone verde di Pietralata: parco, bosco, forestazione urbana e spazi pubblici Qui sta uno dei punti più “politici” e più concreti del progetto: la parte esterna non è pensata come semplice contorno, ma come sistema di verde fruibile. Secondo quanto riportato, il progetto prevede 9 ettari di superficie verde e un parco sostenibile di circa 93.000 mq, con 8.000 mq di aree attrezzate e la messa a dimora di 819 nuovi alberi. La stessa ricostruzione descrive un’area con circuito fitness, parco giochi e percorso pedonale, con l’obiettivo dichiarato di mantenere e migliorare la qualità del verde nel quadrante e attorno allo stadio. Mobilità e infrastrutture: metro Quintiliani, stazione Tiburtina, ponti ciclopedonali e parcheggi Nel piano di mobilità, uno snodo chiave è la riqualificazione/potenziamento di Quintiliani con un nuovo ingresso e tornelli capaci di gestire fino a 134 persone al minuto, con lo stadio a circa 5 minuti a piedi. La stazione Tiburtina è l’altro hub strategico (treni + metro), con stime di flussi partita e interventi sui tornelli; anche Bologna rientra negli scenari di assorbimento dei tifosi. Sempre nello stesso quadro, vengono indicati numeri di riferimento per la sosta (posti auto e stalli moto) e, soprattutto, una prescrizione non negoziabile: le soluzioni viarie devono garantire sempre l’accesso carrabile più diretto possibile al Pertini, anche nelle fasi di afflusso/esodo. Quanto può far incassare lo stadio: dal matchday ai naming rights Oggi la Roma, pur senza stadio di proprietà, ha già un dato significativo: nel bilancio i ricavi da gara sono nell’ordine di 55 milioni. Il salto del nuovo impianto, però, sta soprattutto nell’extra matchday: naming rights, sponsorizzazioni interne, retail, museo e fan store, eventi, parcheggi e attività continuative. Nei documenti economici analizzati, le stime parlano di 51,7 milioni di ricavo netto al primo anno di attività dello stadio e di un obiettivo vicino a 69,8 milioni a target (orizzonte decennale). Perché lo Stadio della Roma è decisivo: ricavi stabili e vantaggio competitivo Il punto, in termini semplici, è che uno stadio di proprietà rende la crescita più “strutturale”: aumenta la capacità di generare ricavi ricorrenti, migliora la forza contrattuale commerciale e permette di programmare investimenti con meno dipendenza da variabili come risultati sportivi e plusvalenze. E a Pietralata la partita non è solo architettonica: è anche urbana. Perché nel dossier, insieme allo stadio, ci sono verde accessibile, forestazione, ciclabilità, ponti, metro e infrastrutture pensate per riconnettere un quadrante che oggi vive ancora troppe cesure.

Nuovo Stadio della Roma: nessuno stop a Pietralata, come sarà e cosa cambia per i conti
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