Un miliardo di euro, zero soldi pubblici. È questa la cifra attorno a cui ruota il progetto del nuovo stadio della Roma, che sorgerà nel quartiere Pietralata, e su cui il sindaco Roberto Gualtieri sta spingendo con decisione, portando avanti un percorso definito bipartisan. A finanziare l'intera operazione saranno i Friedkin, proprietari americani del club giallorosso: un dettaglio che, secondo diversi osservatori del settore, rende il caso romano un modello di riferimento a livello nazionale. Il tempo, però, stringe su più fronti. La rosa delle cinque città che ospiteranno l'Europeo dovrà essere definita a stretto giro, addirittura entro ottobre secondo alcune indiscrezioni: un vincolo temporale che aggiunge pressione a un progetto già di per sé complesso, sia sul piano progettuale che su quello politico. Il modello del partenariato pubblico-privato A inquadrare la portata della sfida è Marco Leone, senior advisor di Nomisma ed esperto di immobiliare e infrastrutture sportive, secondo cui la questione riguarda i comuni coinvolti su due livelli distinti. È una sfida che è progettuale e anche politica, spiega Leone, sottolineando come si registri una grossa accelerazione sui tempi di realizzazione. Nel confronto tra le diverse soluzioni adottate dalle città italiane, l'esperto individua proprio nella formula romana quella con le maggiori possibilità di successo. La società che a mio parere ha le maggiori possibilità di realizzare un'infrastruttura sportiva con elevati standard di qualità nei tempi richiesti è quella fondata sul partenariato pubblico-privato, afferma. Il confronto con Milano e Napoli Il paragone con le altre grandi città italiane, secondo Leone, gioca a favore della strada intrapresa dalla Capitale. Milano, ricorda, ha deciso di vendere lo stadio, mentre Napoli ha scelto di investire un'ingente somma di denaro pubblico, una scelta definita inusuale in questo settore. Una critica, quella dell'esperto, che tocca corde delicate sul piano delle priorità di spesa pubblica: Forse 200 milioni potevano essere impiegati in sanità e strade, osserva, lasciando lo spazio ai privati per investire nello stadio offrendo una concessione di lunga durata come sta facendo la Roma. Il progetto di Pietralata, insomma, si candida a diventare il caso di studio più citato nel dibattito italiano sulle infrastrutture sportive, proprio mentre la scadenza dell'Europeo comincia a farsi sentire su tutte le città in corsa.

Stadio della Roma a Pietralata, un modello per l'Italia: costi tutti privati
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