Domenica a Bergamo va in scena un confronto che, per Raffaele Palladino, ha un peso emotivo diverso da tutti gli altri. Il tecnico dell’Atalanta ritrova la Fiorentina, la squadra a cui aveva legato una stagione intensa e sorprendente, chiusa però con un addio improvviso e sofferto. Sei mesi dopo, le strade si incrociano di nuovo, questa volta da avversari. E la sfida diventa la sintesi perfetta di ciò che è stato e di ciò che poteva essere.
Palladino, arrivato alla Dea per raccogliere l’eredità complicata lasciata da Juric, ha dato subito il suo marchio: dopo la sconfitta al Maradona, la vittoria per 3-0 sul campo dell’Eintracht in Champions League ha acceso un entusiasmo nuovo. Dall’altra parte, la Fiorentina è precipitata in una delle stagioni più difficili degli ultimi anni.











