L'elogio della pazienza: Pjanic "scuda" Gasperini e il progetto Friedkin
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L'elogio della pazienza: Pjanic "scuda" Gasperini e il progetto Friedkin

A poche ore dalla sfida elettra tra Italia e Bosnia, una gara secca che promette di trasformarsi in una "bolgia" per gli Azzurri, Miralem Pjanic torna a parlare della Roma. L'ex metronomo giallorosso, intervenuto in una nota trasmissione radiofonica, ha analizzato con lucidità l'attuale impasse ambientale che circonda la gestione di Gian Piero Gasperini, invocando quella stabilità che troppo spesso è mancata nella Capitale. In un momento in cui la corsa Champions si fa serrata, il bosniaco promuove la visione della proprietà americana e la struttura tecnica costruita attorno al Direttore Sportivo Frederic Massara. La dottrina del tempo: Gasperini e la scelta corretta La disamina di Pjanic parte da un presupposto tattico e societario: la Roma ha finalmente imboccato la strada della programmazione a lungo termine. «Questo è un progetto basato su un nuovo allenatore e si deve aver pazienza, anche se a Roma non c'è. Con Gasperini si è fatta la scelta giusta», ha dichiarato l'ex centrocampista, sottolineando come l'abitudine di cambiare guida tecnica ogni stagione sia il principale ostacolo alla crescita. Secondo il bosniaco, l'obiettivo non deve essere il successo estemporaneo, ma la costruzione di una compagine capace di abitare stabilmente i palcoscenici della Champions League, valorizzando gli investimenti fatti sui profili giovani — come il recente acquisto di Robinio Vaz — che rappresentano il patrimonio del futuro. Il fattore Dzeko e la pressione sull'Italia Oltre alle dinamiche di Trigoria, Pjanic ha rivolto lo sguardo all'imminente scontro internazionale, evidenziando come la pressione del risultato sia tutta sulle spalle della selezione di Spalletti. Tra i protagonisti più attesi c'è l'intramontabile Edin Dzeko, definito ancora una volta un fuoriclasse imprescindibile per la sua nazionale. «Riesce a sbloccare ogni partita complicata con la sua classe», ha ammonito Pjanic, ricordando che, nonostante l'età, il "Cigno di Sarajevo" resta un terminale offensivo di livello mondiale. La Bosnia, rinvigorita dall'entusiasmo di una gara senza domani, si prepara dunque a testare i nervi dell'Italia, contando sulla fame di veterani che conoscono perfettamente le insidie del calcio nostrano.

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