La gerarchia delle fasce giallorosse potrebbe subire uno scossone inaspettato proprio nella notte più importante. Il recupero di Angeliño non è più solo una speranza, ma una realtà tecnica che Gian Piero Gasperini sta valutando seriamente per la trasferta di San Siro. Lo spezzone di gara disputato contro il Lecce – deciso dal sigillo di Robinio Vaz – è stato molto più di una semplice passerella: è stata la prova generale per il rientro dello spagnolo in pianta stabile. Con il forfait forzato di Wesley, fermato da una lesione al bicipite femorale, l'ex Lipsia si candida prepotentemente per una maglia da titolare contro l'Inter. Sarebbe un ritorno dal primo minuto che manca dal 28 settembre (Roma-Verona), un digiuno di oltre sei mesi interrotto solo da brevissime apparizioni. Tuttavia, i segnali arrivati da Trigoria nelle ultime settimane parlano di una forma fisica ritrovata e di un'intensità in allenamento che ha convinto lo staff tecnico. Gasperini, noto per non regalare minuti se non supportati dalla condizione atletica, sembra aver ritrovato quel "jolly" mancino fondamentale per dare equilibrio alla difesa a quattro (o al modulo dinamico) ipotizzato per arginare la capolista di Chivu. Il ballottaggio con Tsimikas resta aperto, ma la crescita di Angeliño sposta l'ago della bilancia verso lo spagnolo, considerato più affidabile in fase di possesso e cross rispetto al greco. Se i test atletici di questa settimana confermeranno la tenuta sui 90 minuti, la Roma ritroverebbe un titolare d'esperienza internazionale proprio nel momento più critico dell'emergenza infortuni. Per il giocatore, la sfida all'ombra della Madonnina rappresenta l'ultima grande occasione per blindare la propria permanenza a Roma e dimostrare di poter far parte del progetto tecnico del 2026/2027.

Roma, effetto Angeliño: lo spagnolo vede il ritorno da titolare a San Siro
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