La Roma prepara il "de profundis" tecnico per l'operazione Bryan Zaragoza, destinato a iscriversi ufficialmente alla lista delle meteore più onerose dell'era recente giallorossa. L'esterno spagnolo, sbarcato a Trigoria a gennaio su pressione di un Gasperini alla ricerca disperata di specialisti mancini, non ha convinto né il tecnico né l'ambiente, scivolando in fondo alle gerarchie offensive. I numeri certificano il fallimento: 3 milioni già versati per il prestito oneroso al Bayern Monaco, a cui si aggiungeranno 500mila euro di penale per il mancato riscatto il prossimo 30 giugno. Un esborso totale di 3,5 milioni per un calciatore che ha collezionato meno minuti di comprimari come Venturino e Vaz, superando nelle statistiche d'impiego solo il giovane Arena. Il diritto di riscatto fissato a 13,5 milioni di euro non diventerà obbligo: le clausole legate alla qualificazione in Champions/Europa League e al 50% delle presenze da titolare (almeno 45 minuti) sono ormai matematicamente irraggiungibili. Zaragoza dovrebbe partire dall'inizio in sei delle ultime otto gare di campionato, scenario utopistico considerando che nelle sfide contro Genoa, Como e Lecce non ha disputato nemmeno un secondo. Il "folletto" da un metro e sessantacinque, presentato come il re del dribbling, ha deluso anche nella sua specialità (appena il 60% di riuscita), con un unico assist a referto per Malen nella trasferta di Napoli. L'idillio mai nato con Gasperini ricalca i precedenti storici del tecnico a Bergamo, dove profili come Kovalenko, Mojica o Bakker vennero bocciati dopo pochi mesi. Mentre la dirigenza rimpiange di non aver affondato il colpo su alternative del calibro di Sauer, Godts o Tel, l'infermeria di Trigoria invia segnali contrastanti. Se Soulé sembra aver smaltito la pubalgia tornando in gruppo, preoccupa meno il caso Celik: il terzino turco ha saltato la sfida contro la Romania per un affaticamento al polpaccio, ma lo staff medico giallorosso conta di recuperarlo senza affanni per il big match contro l'Inter.

Roma, flop Zaragoza: addio a giugno e penale da versare al Bayern
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