Roma, la rimonta passa dalla panchina: Gasperini trova risposte anche dagli argentini
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Roma, la rimonta passa dalla panchina: Gasperini trova risposte anche dagli argentini

Nel finale contro l’Atalanta i giallorossi hanno chiuso la gara con cinque argentini tra i dieci uomini di movimento. Un dato curioso che racconta però soprattutto la profondità e la qualità delle alternative a disposizione di Gasperini

La vittoria contro l’Atalanta ha consegnato alla Roma molto più di tre punti. Il modo in cui è arrivata la rimonta ha mostrato ancora una volta quanto Gian Piero Gasperini possa incidere sulle partite attraverso i cambi, modificando caratteristiche e ritmo senza abbassare il livello tecnico della squadra.

Nel finale dell’Olimpico, tra i dieci giocatori di movimento della Roma c’erano addirittura cinque argentini: Paulo Dybala, partito titolare, e poi Castro, Soulé, Molina e Balerdi, tutti entrati a gara in corso. Un dato particolare, quasi metà della squadra, che fotografa bene una delle anime della rosa giallorossa.

Cinque argentini nel finale della rimonta

La presenza albiceleste non è stata soltanto numerica. Alcuni dei protagonisti entrati dalla panchina hanno avuto un peso concreto nel cambio di inerzia della partita. Soulé ha firmato il gol decisivo, mentre Castro ha aggiunto presenza nell’area avversaria e Molina ha garantito maggiore spinta sulla corsia.

Balerdi, subentrato a Ndicka, ha invece contribuito a mantenere equilibrio e aggressività nella fase in cui la Roma stava spingendo con sempre più uomini in avanti. Dybala, rimasto in campo fin dall’inizio, ha dato continuità tecnica a una squadra che non ha mai smesso di cercare soluzioni offensive.

Il denominatore comune non è stato soltanto il passaporto. È stata soprattutto la capacità dei nuovi entrati di entrare immediatamente nel ritmo di una partita che, nel finale, richiedeva lucidità oltre alla consueta intensità.

Grinta sì, ma senza perdere ordine

La Roma ha mostrato una qualità che potrebbe diventare fondamentale nelle gare più complicate: attaccare con ferocia senza trasformare la pressione in confusione. Anche negli ultimi minuti, quando il risultato sembrava sfuggire, i giallorossi hanno continuato a cercare spazi con una certa organizzazione, evitando di affidarsi esclusivamente a palloni casuali dentro l’area.

È una differenza importante. La determinazione può aiutare a ribaltare una partita, ma diventa realmente efficace quando viene accompagnata dalla capacità di costruire occasioni. Contro l’Atalanta la Roma ha tenuto insieme entrambe le componenti, aumentando progressivamente il numero degli uomini offensivi senza perdere completamente le proprie distanze.

Malen meno brillante, ma la Roma trova altre strade

La serata ha mostrato anche come la squadra possa sopravvivere a una prestazione meno incisiva di uno dei propri riferimenti offensivi. Malen non ha vissuto la sua partita migliore, ma Gasperini ha potuto cambiare interpreti e struttura senza perdere pericolosità.

È un aspetto che diventerà sempre più importante nel corso della stagione. Gli avversari inizieranno infatti a studiare con maggiore attenzione il modo di attaccare della Roma e non sarà sempre possibile trovare gli stessi spazi.

L’Atalanta ha scelto per lunghi tratti un atteggiamento molto prudente, abbassando diversi uomini dietro la linea del pallone e rendendo difficile trovare profondità. È probabile che altre squadre possano provare una strategia simile, soprattutto all’Olimpico.

Il prossimo passo: diventare pericolosi anche da lontano

Quando gli avversari difendono bassi, uno dei problemi principali diventa la densità dentro l’area. Per questo la Roma dovrà ampliare ulteriormente il proprio repertorio offensivo, aumentando anche la pericolosità nelle conclusioni dalla distanza.

Tirare di più e meglio da fuori area può costringere le difese ad accorciare, creando successivamente spazi tra le linee e possibilità di inserimento. È uno degli aspetti sui quali Gasperini potrà lavorare nelle prossime settimane, soprattutto contro quelle squadre che rinunceranno volontariamente a pressare alto.

La panchina diventa un vantaggio

Il dato dei cinque argentini resta una curiosità suggestiva, ma il messaggio più importante della serata è un altro: Gasperini può cambiare uomini senza cambiare ambizione.

La Roma ha trovato il gol decisivo con un giocatore entrato dalla panchina, ha aumentato la pressione attraverso altri subentrati e ha mantenuto qualità tecnica anche dopo numerose sostituzioni. In una stagione con campionato e Champions League, avere alternative capaci di incidere immediatamente può diventare uno dei veri punti di forza della squadra.

E se nel finale contro l’Atalanta questa profondità ha avuto un marcato accento argentino, per Gasperini conta soprattutto una cosa: la Roma sembra avere sempre più modi diversi per provare a vincere una partita.

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