Il Manchester United continua a interrogarsi su Joshua Zirkzee, un giocatore capace di farsi rimpiangere e contestare nell’arco della stessa partita. Un talento imprevedibile, fragile in apparenza, devastante quando trova il modo di accendersi. La sfida contro il Crystal Palace lo ha ricordato con brutalità: nel momento in cui sembrava di nuovo destinato a sprofondare, l’olandese ha trasformato una partita maledetta in un inatteso manifesto del suo potenziale.
Dodici mesi fa, dicembre gli aveva regalato prima una doppietta scintillante contro l’Everton e poi la più crudele delle umiliazioni, la sostituzione al 33’ nella disfatta contro il Newcastle, con gli applausi sarcastici dell’Old Trafford come colonna sonora. Un anno dopo, lo status non è cambiato. Non era mai partito titolare fino alla sconfitta con lo stesso Everton, e la prestazione deludente aveva dato l’impressione che Ruben Amorim avesse avuto ragione a tenerlo così ai margini. Quando il tecnico ha annunciato che sarebbe sceso in campo dal primo minuto contro il Palace, molti hanno sorriso pensando al peggio. E invece Zirkzee ha scardinato i pronostici, forse come piace a lui: entrando nel caos e uscendo con la giocata che non ti aspetti.










