Il Torino perde 2-1 contro il Milan all’esordio in campionato, ma nel finale trova una giocata spettacolare di Che Adams, capace di riaccendere per qualche istante le speranze granata; lo scozzese nel recupero regala ai suoi un ultimo sussulto quando la partita sembrava ormai indirizzata dalla parte dei rossoneri. Non basta per completare la rimonta, ma quel gol dice comunque qualcosa sul Torino visto nel finale: dopo una gara giocata a lungo con troppa prudenza, i granata hanno avuto la forza di provarci fino all’ultimo.
Nel primo tempo il Torino ha faticato soprattutto nella gestione del pallone, lasciando ai rossoneri il controllo del gioco. Il Milan è partito con grande intensità e con un pressing alto che ha costretto spesso i granata a giocare nella propria metà campo. Chukwueze, sulla corsia destra, ha creato diversi problemi a Cacciamani grazie alla sua velocità e alla capacità di puntare l’uomo.
Il Torino ha concesso relativamente poco in termini di occasioni pulite, ma ha avuto difficoltà a risalire il campo e a costruire con continuità. È stato proprio questo uno degli aspetti sottolineati da Ignazio Abate nel post-partita, quando l’allenatore ha definito la squadra “troppo rinunciataria”, chiedendo maggiore coraggio e qualità.
Nella ripresa, però, l’atteggiamento è cambiato. Il Torino ha alzato il baricentro, ha giocato con maggiore aggressività e ha provato a portare più uomini nella metà campo avversaria, creando anche una buona occasione con Coco sugli sviluppi di un calcio piazzato. Proprio quando i granata sembravano aver trovato maggiore equilibrio, il Milan ha colpito. Gli ingressi di Rabiot e Modric hanno dato nuova qualità ai rossoneri e il francese ha inciso subito, servendo Cissè per l’1-0 e trovando poi personalmente il raddoppio. Due gol arrivati nel giro di pochi minuti che hanno spezzato l’equilibrio e complicato la partita del Torino.











