Malen la prima
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Malen la prima

L'Olimpico si esalta per un attacco di livello europeo, però il tecnico spegne gli entusiasmi scudetto e chiede al mercato gli ultimi tasselli per reggere tre competizioni

C'è un uomo, dentro un Olimpico in delirio per la manita all'esordio, che si rifiuta di lasciarsi trascinare dall'euforia. Gian Piero Gasperini ha appena visto la sua Roma travolgere la Fiorentina grazie a un Dybala da tre assist e a un Malen da tripletta, eppure la prima cosa che gli esce di bocca in conferenza stampa è un avvertimento: "Non abbiamo completato la rosa. Se guardate il calendario dopo la sosta nazionali c'è da rabbrividire". Vittoria netta, prestazione convincente, e già una richiesta esplicita alla società. Il paradosso è tutto qui. Da una parte una squadra che ha giocato il calcio dei sogni. Dall'altra un allenatore che conta i giocatori a disposizione e ne trova troppo pochi per la strada che ha davanti.

L'attacco che vale l'Europa

Partiamo da ciò che ha fatto impazzire il pubblico. La coppia Dybala-Malen ha prodotto numeri da capogiro: tre assist per l'argentino, tre gol per l'olandese. Un meccanismo perfetto, di quelli che non capita spesso di vedere alla prima di campionato. La Joya ha ripreso esattamente dove aveva chiuso, con lo stato di forma dei giorni migliori, e si è meritata un 8.5 in pagella. "Dove eravamo rimasti?", il commento secco che accompagna il voto.

Ancora più alto il giudizio su Malen, promosso con un 9 pieno. L'anno scorso il titolo di capocannoniere gli era sfuggito solo perché arrivato a gennaio, a stagione iniziata. Stavolta parte dalla prima giornata e con tre reti già in cascina la corsa al premio individuale sembra tutt'altro che un'utopia. Un giocatore descritto come "un alieno", quasi impossibile da fermare per i difensori viola, per i difensore ( diciamo noi).

Gasperini, interpellato su questa coppia, non ha usato mezze misure: "Sono di livello europeo, quindi Mondiale. Dybala lo è sempre stato, ha avuto soltanto qualche infortunio di troppo". E su Malen ha aggiunto: "È straordinario, ma non è una casualità: si sente apprezzato e forte, è un leader in campo e può crescere ancora".

Il caso Dybala e i "muscoli di seta"

C'è una polemica sotterranea che il tecnico ha voluto togliersi. Quella sulla presunta fragilità fisica dell'argentino. "Questo è una bestia: altroché muscoli di seta come diceva qualcuno", ha ribattuto a Sky e in conferenza. Poi la ricostruzione dettagliata della sfortuna della passata stagione: "Si è infortunato calciando una punizione e un rigore. Gli è costato un menisco il rigore".

Un dettaglio che spiega molto. A 32 anni, secondo il suo allenatore, Dybala è nel pieno della maturità: "Può avere meno velocità, ma non tanto, e meno forza nel tiro. È tra i primissimi nel nostro campionato, se non il primo". Al punto che, ha spiegato, il cambio a fine gara è stato solo una scelta tecnica: "L'ho tolto perché abbiamo altri giocatori importanti ma può giocare anche i supplementari". Non un problema fisico, insomma.

Gasperini ha voluto sottolineare anche il gesto economico dei suoi uomini simbolo. "Dybala insieme ad altri calciatori sono stati eccezionali ad abbassarsi e non di molto i contratti, per dare una mano al bilancio della società", ha rivelato. Un fattore che, a suo dire, racconta l'attaccamento all'ambiente.

Le gemme del vivaio e il colpo Mora

Dietro le stelle, ecco le scommesse per il futuro. Lulli, prodotto del settore giovanile, ha esordito in Prima Squadra con un 7 in pagella. "Ha dei valori atletici straordinari, grande resistenza alla velocità", ha spiegato Gasperini a Sky, ricordando che il ragazzo era già in orbita prima squadra la scorsa stagione. "Il fatto che sia cresciuto in casa per noi è un grande aiuto", ha aggiunto, pensando alla stagione fitta di impegni.

Ma il nome nuovo su cui il tecnico si è dilungato di più è Rodrigo Mora, schierato titolare a una settimana dal suo arrivo. Il portiere avversario De Gea gli ha negato la magia della prima da romanista, però il talento è emerso. "Siamo di fronte a un talento straordinario. A 19 anni ha già fatto 2 campionati, vincendo anche", ha detto Gasperini. E ancora: "Ogni volta che tocca palla succede qualcosa di bello. È resistente, ha valori atletici di livello. Può giocare a destra e sinistra".

In mezzo al campo, dominio assoluto di Cristante, valutato 7.5: la mediana ha avuto un solo padrone e il centrocampo viola si è visto poco. Bene anche Mancini (7), Koné (7) nonostante un giallo evitabile alla prima azione utile, e i subentrati Pisilli e Castro, entrambi capaci di lasciare il segno nei pochi minuti a disposizione.

Scudetto? Gasperini gira la domanda

Sulla parola proibita, quella che la piazza vorrebbe sentire, il tecnico ha giocato di fioretto. "Avete un disco rotto", ha detto ridendo in conferenza, prima di rimandare ogni verdetto. "Bisogna conoscere molto bene gli avversari. Quando capiremo con che valore giocheranno le avversarie, avremo le idee più chiare".

Su se stesso e sul gruppo, invece, nessun dubbio. La base costruita un anno fa, i concetti ormai acquisiti, i nuovi arrivati funzionali al progetto. "Quando ho la possibilità di lavorare bene, con ragazzi che mi seguono in un ambiente fantastico è già mezzo scudetto", ha ammesso a Sky. La mentalità del gruppo è ciò che gli dà più soddisfazione: "Questi ragazzi hanno ricominciato come è stata la scorsa stagione".

Un capitolo a parte lo merita l'apprezzamento per le nuove regole sul tempo effettivo. "Bello, fantastico. Mi piace molto", ha commentato. "Il pubblico prima vedeva partite di una noia mortale, con il portiere che toccava più palloni di tutti. Sono regole ottime: nessuno ora sta più a terra".

Il nodo che resta

Torniamo al punto di partenza, perché è lì che si gioca la vera partita. Gasperini ha messo in fila i nomi già arrivati, quelli che considera azzeccati: "Koulierakis e Molina, che ha un passato importante, Castro, Mora". Poi il monito, ripetuto più volte come un mantra: la rosa va rinforzata, e in fretta. "È assolutamente necessario avere qualche numero in più, non tantissimo, per affrontare la stagione con campionato, Champions e coppa Italia".

Il rischio, tradotto in numeri, è duplice: da un lato una coperta troppo corta per tre competizioni, dall'altro il pericolo di perdere pezzi. "Con questo rischio sappiamo che c'è il rischio di perdere giocatori nello stesso periodo", ha avvertito. La prossima sosta per le nazionali diventa così lo spartiacque: e se il mercato aspetta di consegnare gli ultimi tasselli, quel calendario "da far rabbrividire" rischia di trasformare l'entusiasmo di stasera in un pensiero negativo. Macchè, la squadra da battere è sta Roma, direbbe Bombolo, tze tze.

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