Come nella vita, anche nel calcio il contratto rappresenta una forma di tutela legale per entrambe le parti. Nel mondo dello sport il contratto rappresenta una garanzia per il club, assicurandosi le prestazioni del giocatore e il suo cartellino. D'altra parte, il giocatore ha il diritto ad essere stipendiato fino al termine del rapporto. Normalmente, quando una delle due parti non vuole più adempiere al contratto si riesce a risolvere con i classici metodi: un trasferimento, una risoluzione del contratto consensuale oppure, nei casi più estremi, ci sono scenari in cui la squadra non lascia partire il giocatore, come sta succedendo a Julian Alvarez o a Moise Kean, oppure esistono casi in cui è il calciatore a rifiutare tutte le offerte nonostante sia fuori dai piani, obbligando la sua squadra a pagargli lo stipendio fino alla fine del suo contratto. Non sempre perciò, le cose vanno come dovrebbero. Questi sono i casi di Banda del Lecce e Mateta del Crystal Palace, reduci entrambi da una stagione positiva. Il primo ha raggiunto una salvezza sofferta, impreziosita da 5 goal e 4 assist in 32 partite di Serie A. Il secondo ha ottenuto perfino la chiamata della nazionale per giocare i Mondiali 2026 con la Francia grazie ai suoi 12 goal in Premier League e 2 in Conference League, di cui uno decisivo, segnato al minuto 51 per trionfare 1-0, quanto basta per alzare la coppa sotto il cielo di Lipsia ai danni del Rayo Vallecano. Storie diverse, un unico filo conduttore: un contratto che da tutela, è diventato un problema.

Mateta in tribunale, Banda scompare: due contratti, due storie diverse
Mateta ha scelto le vie legali contestando il contratto, Banda ha scelto la fuga, scomparendo dai radar interrompendo ogni contatto con il Lecce. Julian Alvàrez si scontra con il muro dei "Colchoneros". Kean ai margini del Viola Park. Quattro storie diverse accomunate da quella che è, a tutti gli effetti, un'arma a doppio taglio: il contratto
Un anno di troppo: il caso Mateta
L'attaccante francese, arrivato in prestito dal Mainz nel 2021, firmò il contratto nel gennaio 2022, un contratto di 4 anni e mezzo con le "Eagles", che prevedeva un'ulteriore stagione con il club. Proprio quest'anno aggiuntivo è finito al centro della disputa. La disputa è arrivata davanti a un tribunale indipendente dalle procedure di Premier League e successivamente alla FIFA. Il problema nasce dal fatto che una volta attivata quest'estensione nel 2024, Mateta ne abbia contestato la scelta. La faccenda finisce inizialmente in tribunale, tribunale che darà ragione alla squadra del sud di Londra, Mateta allora prova ad appellarsi alla FIFA che però, liquida la faccenda dicendo di non avere le competenze adeguate per risolvere una controversia simile. Perciò allo stato attuale il contratto resta valido. Se il tribunale avesse dato ragione al calciatore quest'ultimo si sarebbe potuto liberare dal suo club senza aspettare che qualcuno pagasse il cartellino.
Il paradosso
Mateta vorrebbe lasciare il club dove ha giocato per oltre cinque anni, agendo anche per vie legali. Contemporaneamente è stato utilizzato da titolare per oltre un'ora nella gara d'esordio persa per 2-0 contro l'Everton. Andando a creare uno scenario surreale, un calciatore che contesta il suo contratto, perde davanti gli organi di competenza ma torna in campo con la squadra dalla quale sta cercando di liberarsi.

Banda, dal Salento alla Libia, 800km percorsi in assoluto silenzio
Banda, legato al Lecce fino a giugno 2026 aveva nel contratto, così come Mateta un'opzione per prolungare il rapporto per un'altra stagione. L'undici giugno il Lecce comunica di aver esercitato questa formula portando la scadenza a giugno 2027, specificando come Banda fosse a conoscenza di tutto, arrivando perfino a firmare un documento relativo al prolungamento. A metà luglio iniziano le visite mediche e il ritiro precampionato a Bad Loipersdorf, in Austria. Banda non si presenta. Inizialmente vengono comunicati problemi burocratici che ne avrebbero compromesso il rientro. Con il passare dei giorni, il Lecce si preoccupa, Banda era amato dai tifosi e dallo staff, un comportamento così non se lo sarebbe potuto aspettare nessuno. Emblematico l'episodio dove lo speaker "Giorgio Sanghez" dopo il goal contro il Bologna annuncia Banda chiamandolo "Giuseppe", nome con cui viene chiamato all'interno dello spogliatoio. Il tutto viene scoperto quando iniziano a circolare video del calciatore che si allena e sta bene. In contemporanea spunta l'interesse dell'Al-Swehly SC, club di Misurata, Libia. L'Al-Swehly ha tentato di prendere l'attaccante zambiano come se fosse un calciatore svincolato, il problema però è che Banda risulta avere ancora un anno di contratto con la squadra salentina. L'undici agosto la FIGC dà ragione al Lecce. Nonostante tutto, l'attaccante va ugualmente in Libia grazie a un transfer provvisorio concesso dalla FIFA. Una volta arrivato in Libia il giocatore è stato presentato su Instagram, nel video compaiono diversi creator appartenenti al mondo del Lecce e varie testate giornalistiche domandarsi dove fosse finito il ragazzo. La presentazione però, non è andata virale per la sua bellezza o per la sua originalità ma per la gaffe iniziale. Il video si apre con Lecco, scambiata per Lecce.
Il peso di una firma
Queste situazioni non sono e non saranno le ultime. Fra i già citati abbiamo Juliàn Alvarez che essendo sotto contratto dell'Atletico Madrid, deve sottostare alle decisioni del club. Il giocatore vorrebbe andare al Barcellona, con i catalani che hanno presentato più offerte per il calciatore argentino, tutte però rifiutate dalla squadra allenata da Diego Simeone. La squadra di Madrid non ha intenzione di rinforzare una concorrente. Alvàrez è al centro della polemica, con i fischi della sua gente a fargli da contorno. Situazione simile la sta vivendo il calciatore della fiorentina Moise Kean. L'attaccante vuole trasferirsi al Como per giocare la Champions League ma nonostante la sua volontà, l'ultima parola spetta alla società che lo lascerà partire solo dopo aver ricevuto un'offerta ritenuta congrua. Nel frattempo, martedì 26 agosto Kean si è presentato in ritardo agli allenamenti, venendo multato. Queste sono situazioni destinate a durare nel tempo, una risposta in tempi brevi appare difficile. In compenso, queste situazioni ci hanno aiutato a capire quanto e come sia difficile sciogliere una firma quando una delle due parti vorrebbe disimpegnarsi.












