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Al-Ahli Jeddah
Saudi Pro League

Antonio Conte all'Al-Ahli, il club saudita ci pensa: 7,5 milioni per liberare la panchina, ma non basta

L'ex allenatore del Napoli figura tra i possibili successori di Marino Pušić, finito in discussione dopo gli ultimi risultati. Il contratto del tecnico in carica, i costi dell'operazione e le garanzie sportive rendono complicata la trattativa.

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Antonio Conte è tra i nomi accostati alla panchina dell'Al-Ahli, club della Saudi Pro League che sta valutando il futuro di Marino Pušić dopo un periodo di risultati deludenti. Secondo le indiscrezioni circolate sulla stampa saudita e riprese sabato 7 novembre, la dirigenza avrebbe inserito l'allenatore italiano tra i possibili candidati alla successione, insieme al portoghese Nuno Espírito Santo. L'interesse non si è però tradotto, almeno per il momento, in una trattativa documentata. La società di Gedda deve anzitutto affrontare il problema legato al contratto dell'attuale tecnico, in scadenza nel giugno 2028: una risoluzione anticipata potrebbe comportare un esborso vicino ai 7,5 milioni di euro, secondo le valutazioni riportate dai media locali. Una cifra significativa, alla quale si aggiungerebbero i costi dell'eventuale nuovo allenatore e del suo staff.

La situazione appare particolarmente delicata considerando che Pušić è arrivato all'Al-Ahli soltanto nell'agosto scorso, dopo l'esperienza con l'Al-Jazira negli Emirati Arabi Uniti. Il club aveva deciso di affidargli un progetto biennale per proseguire il percorso avviato dal predecessore Matthias Jaissle, trasferitosi al Newcastle dopo aver conquistato due edizioni consecutive dell'AFC Champions League Elite. La scelta del tecnico croato-olandese era stata presentata come una soluzione coerente con le caratteristiche della squadra, ma le difficoltà emerse nelle ultime settimane hanno rapidamente modificato le valutazioni della dirigenza. Il possibile cambio in panchina avrebbe quindi conseguenze non soltanto sportive, ma anche sulla programmazione economica di una società chiamata a difendere risultati importanti raggiunti nelle precedenti stagioni.

pusic

Pušić resta in panchina: il contratto fino al 2028 complica l'esonero

La pressione sull'attuale allenatore è aumentata soprattutto dopo la pesante sconfitta per 6-1 contro l'Al-Shabab, maturata il 30 ottobre in campionato. Il risultato ha provocato forti critiche e alimentato le indiscrezioni su una possibile decisione immediata della società. Nonostante alcune ricostruzioni avessero anticipato l'esonero, Pušić ha continuato a guidare la squadra, accompagnandola anche nella successiva trasferta in Qatar per l'impegno continentale contro l'Al-Sadd, terminato 0-0.

La permanenza del tecnico sarebbe legata soprattutto alle condizioni contrattuali. Secondo quanto riferito dal giornalista saudita Abdulrahman Amer, la società dovrebbe sostenere obblighi economici considerevoli per interrompere anticipatamente il rapporto, non essendo prevista una clausola che consenta una separazione a costi contenuti. La valutazione di circa 7,5 milioni di euro riguarda dunque le possibili conseguenze finanziarie della risoluzione, non una somma già versata o ufficialmente concordata tra le parti.

Il problema si riflette sulle possibilità di ingaggiare Conte. L'allenatore italiano comporterebbe un investimento rilevante sia per il proprio contratto sia per lo staff tecnico, che tradizionalmente ricopre un ruolo importante nell'organizzazione del suo lavoro. L'Al-Ahli dovrebbe pertanto sommare il costo dell'eventuale separazione da Pušić a quello del nuovo progetto, senza dimenticare le risorse necessarie per rafforzare la rosa nelle successive sessioni di mercato.

Si tratta di una decisione che richiede garanzie economiche precise. Il prestigio dell'allenatore non sarebbe sufficiente, da solo, a giustificare un'operazione onerosa se la società non avesse poi la possibilità di sostenerne le richieste sportive. Per questo, il confronto interno alla dirigenza potrebbe richiedere più tempo rispetto alle aspettative dei tifosi, desiderosi di vedere una reazione immediata dopo gli ultimi risultati.

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Conte e l'Arabia Saudita, il vero nodo è la costruzione del progetto

Il possibile interesse per Conte trova una spiegazione nel profilo dell'allenatore. L'ex tecnico di Juventus, Inter, Chelsea e Napoli ha costruito gran parte della propria carriera sulla capacità di incidere rapidamente sull'organizzazione delle squadre, imponendo principi tattici riconoscibili e un livello elevato di intensità. L'Al-Ahli potrebbe considerarlo il candidato adatto a restituire competitività e identità al gruppo, ma una simile prospettiva richiederebbe un confronto approfondito sulle condizioni di lavoro.

A differenza di una semplice sostituzione in panchina, l'arrivo dell'allenatore italiano potrebbe comportare una revisione dell'organizzazione tattica e delle priorità di mercato. Conte ha spesso privilegiato sistemi con una difesa a tre e richiesto giocatori funzionali a compiti specifici, soprattutto sugli esterni e nella zona centrale del campo. Prima di accettare un incarico, dovrebbe quindi valutare la compatibilità della rosa con le proprie idee e comprendere quali margini avrebbe per modificarla.

Il calendario rappresenta un'ulteriore complicazione. Subentrare a novembre significa lavorare con una squadra già costruita e con impegni ufficiali ravvicinati, senza disporre del periodo di preparazione normalmente utilizzato per assimilare nuovi meccanismi. L'Al-Ahli, inoltre, ha bisogno di risultati immediati, una condizione che renderebbe ancora più impegnativo l'inserimento di un allenatore abituato a intervenire in profondità sull'organizzazione del gruppo.

Non sarebbe tuttavia corretto considerare l'avvio della stagione un requisito indispensabile per Conte. Il tecnico accettò la panchina del Tottenham il 2 novembre 2021, subentrando proprio a Nuno Espírito Santo. L'esperienza londinese dimostra che l'italiano ha già assunto incarichi a campionato iniziato, quando ha ritenuto sufficientemente convincente il progetto proposto. Il problema non è quindi esclusivamente quando iniziare, ma con quali garanzie economiche e tecniche affrontare il lavoro.

Le ambizioni dell'Al-Ahli potrebbero rappresentare un elemento di interesse. Il club ha conquistato successi importanti a livello continentale e dispone di una struttura abituata a confrontarsi con obiettivi elevati. L'attuale momento di difficoltà, però, impone una riflessione sul rapporto tra aspettative e sostenibilità degli investimenti. Un allenatore del profilo di Conte difficilmente potrebbe essere considerato una soluzione limitata alla gestione dell'emergenza, soprattutto se il club intendesse avviare un nuovo ciclo sportivo.

La presenza di Nuno Espírito Santo tra le alternative conferma che la società starebbe valutando più profili, senza aver necessariamente individuato una prima scelta definitiva. Il portoghese conosce il calcio saudita grazie alla precedente esperienza con l'Al-Ittihad e rappresenterebbe una soluzione differente per caratteristiche ed esperienza nel campionato locale. Anche in questo caso, tuttavia, non risultano accordi ufficiali.

Il nome di Conte rimane dunque una possibilità, non una trattativa vicina alla conclusione. Prima di formulare una proposta concreta, l'Al-Ahli dovrebbe risolvere la posizione di Pušić, definire le risorse economiche disponibili e stabilire quale autonomia concedere al futuro allenatore nella costruzione della squadra. Fino ad allora, l'interesse per il tecnico italiano resta una delle ipotesi emerse nella ricerca di una soluzione alla crisi, ma non ancora l'indicazione di un suo imminente trasferimento in Arabia Saudita.

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