Dal 1° dicembre 2024 la vita di Edoardo Bove ha preso una direzione inaspettata. "In un battito" diretto da Giovanni Troilo, racconta il percorso del giovane centrocampista dopo l'arresto cardiaco durante Fiorentina-Inter, andando oltre il calcio per mostrare il lato più intimo e personale di un ragazzo costretto a immaginare nuovamente il proprio futuro. Il racconto oltre il calcioIl film nasce con l'obiettivo di andare oltre quanto accaduto durante Fiorentina-Inter e di raccontarlo con una visione più intima del calciatore, soprattutto per ciò che è avvenuto dopo il malore che ha segnato una fine ed un nuovo inizio nella sua carriera, ritrovandosi in una realtà diversa da quella che si era sempre immaginato e, attraverso gli interrogativi sul futuro, il documentario racconta come la vita di un ragazzo possa cambiare da un momento all'altro, con una scena che ha tenuto con il fiato sospeso compagni di squadra, avversari, tifosi e anche chi guardava dietro uno schermo.La pellicola sarà proiettata al cinema il 16-17-18 novembre 2026 nella sezione Special Screening, come annunciato tramite i canali social di 01 Distribution. Non si parlerà soltanto di ciò che è accaduto sul campo, anzi il calcio diventa il punto di partenza per affrontare un argomento più intimo e personale. Ed è proprio da qui che nasce una delle domande al centro del racconto: Cosa succede quando ciò che hai sempre messo al centro della tua vita improvvisamente non può più essere dato per scontato?Una domanda che attraversa inevitabilmente la storia di Bove, cresciuto nelle giovanili della Roma, aveva raggiunto la prima squadra fino a diventare uno dei giovani più conosciuti del calcio italiano. Il passaggio alla Fiorentina aveva aperto un nuovo capitolo della sua vita, prima che tutto cambiasse, quando la normalità degli allenamenti e delle partite ha lasciato spazio a visite mediche e interrogativi. E' da questo cambiamento che "In un battito" sceglie quindi di spostare lo sguardo dall'atleta alla persona, mostrando fragilità, paure e speranze.Quando il futuro cambia direzione La domanda "Chi sono senza il calcio?" diventa la parte fondamentale del documentario. Non si tratta più di pensare alle prossime partite, ma a riscrivere un futuro che sembrava già scritto e che è stato in un attimo interrotto. Anche il titolo "In un battito" assume un duplice significato, oltre a riferirsi al cuore, racconta l'idea di quanto velocemente possano cambiare certezze e prospettive, cominciando così a guardare la propria vita con occhi diversi.

"Chi sono senza il calcio?": Edoardo Bove si racconta in "In un battito"
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