Mora, la Roma non sfonda quota 50 milioni: tre formule diverse sul tavolo del Porto
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Mora, la Roma non sfonda quota 50 milioni: tre formule diverse sul tavolo del Porto

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Cinquanta milioni. Non uno di più. È questo il paletto che la Roma si è imposta nella trattativa con il Porto per Rodrigo Mora, e attorno a quella cifra ruotano tutte le ipotesi che il club giallorosso ha portato sul tavolo. Lo scrive Gianluca Di Marzio, che ricostruisce nel dettaglio le tre formule allo studio. Tre strade, un solo tetto I contatti tra le due società proseguono senza sosta, e la Roma, pur di chiudere, ha messo sul piatto soluzioni diverse tra loro ma accomunate dallo stesso principio: non sforare il budget fissato. La prima ipotesi prevede un prestito tra i 7 e gli 8 milioni di euro, accompagnato da un diritto di riscatto che oscillerebbe tra 42 e 43 milioni. Una formula che permetterebbe alla Roma di dilazionare l'impegno economico, mantenendo comunque il controllo totale sull'operazione in vista della stagione successiva. La seconda strada, invece, punta dritta al trasferimento a titolo definitivo, ma spalmato nel tempo: 25 milioni versati subito nelle casse del Porto, altri 25 l'anno prossimo. Un classico dei conti giallorossi degli ultimi mercati, pensato per alleggerire l'impatto immediato sul bilancio senza rinunciare alla proprietà piena del cartellino. La terza ipotesi: quote sulla futura rivendita C'è poi una terza opzione, forse la più originale delle tre. La Roma pagherebbe 25 milioni per il cartellino di Mora, ma lascerebbe al Porto il 50% di una eventuale futura plusvalenza in caso di rivendita. Una formula che riduce l'esborso immediato, ma lega il club portoghese al destino del giocatore anche dopo la cessione, condividendone il rischio e, soprattutto, il potenziale guadagno. Tre percorsi diversi, dunque, per lo stesso obiettivo: portare a Trigoria un classe 2007 che a Porto fatica a trovare spazio, senza però alterare gli equilibri economici che la dirigenza giallorossa si è data per questa sessione di mercato. Ora la palla passa al club portoghese, chiamato a scegliere quale, tra le tre strade, avvicinarsi di più alle proprie richieste.

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