La Roma blinda le sue fondamenta in vista del ritorno nell'élite del calcio europeo, formalizzando i rinnovi contrattuali di Bryan Cristante e Gianluca Mancini proprio nei giorni più caldi della volata per la Champions League. I due pilastri dello spogliatoio giallorosso, che avevano già raggiunto un'intesa di massima verso la fine dello scorso gennaio, erano rimasti temporaneamente congelati a causa di un preciso diktat della proprietà statunitense, intenzionata a valutare l'andamento della stagione prima di procedere con le firme. La clamorosa rimonta in campionato orchestrata da Gian Piero Gasperini e la presenza fissa del vicepresidente Ryan Friedkin al centro sportivo di Trigoria hanno spinto la dirigenza ad accelerare le operazioni. Come riportato nell'edizione odierna del Corriere dello Sport, l'entourage dei calciatori, guidato dall'agente Giuseppe Riso, è stato intercettato nella Capitale per definire i dettagli di un'operazione che legherà i due senatori ai colori giallorossi quasi a vita, scongiurando il rischio di smantellare l'ossatura storica del club. Il dietrofront dei vertici americani rispetto ai piani di epurazione invernale è figlio del totale appoggio garantito dall'allenatore ai suoi leader, difesi pubblicamente anche nei momenti di maggiore tensione mediatica. "Siamo di fronte a professionisti che soffrono visceralmente per le sorti di questa squadra, uomini che non fuggono mai dalle proprie responsabilità dopo una sconfitta", aveva rimarcato con forza Gasperini quando la presidenza invocava una rivoluzione per azzerare la vecchia guardia. Il tecnico piemontese, che ha beneficiato enormemente del riavvicinamento della proprietà alle dinamiche quotidiane della squadra, ha ribadito come la vicinanza dei Friedkin si sia rivelata un fattore determinante per comprendere a fondo lo spessore umano e tecnico del gruppo, ponendo le basi non solo per i rinnovi dei due italiani, ma rendendo ormai probabili anche i complessi prolungamenti di Paulo Dybala, il cui manager Carlos Novel è stato localizzato ieri a Londra, e del capitano Lorenzo Pellegrini. I vecchi accordi con scadenza fissata al 2027 verranno ufficialmente rimpiazzati da intese a lunghissimo termine, accompagnate da un meritato adeguamento economico che vedrà entrambi i calciatori superare la soglia dei 3,5 milioni di euro netti a stagione. Per il mediano friulano, oggi trentunenne, la bozza prevede un prolungamento biennale fino al 2029 con opzione per il 2030, una scelta che gli permetterebbe di chiudere la carriera all'ombra del Colosseo e di dare la caccia al podio all-time delle presenze societarie occupato da Giacomo Losi. Il centrale difensore toscano, trent'anni e già leader carismatico della retroguardia, firmerà invece un accordo diretto fino al 2030, blindando la propria posizione di leader difensivo più prolifico della storia recente del club. Il valore di questo doppio legame va ben oltre il semplice aspetto finanziario, inserendosi direttamente nella cronistoria della formazione giallorossa proprio alla vigilia della decisiva trasferta di Verona. Cristante, che vanta l'esclusivo primato di essere l'unico elemento in rosa ad aver già disputato la massima competizione europea con la maglia della Roma nell'annata 2018-19, domenica sera collezionerà la sua presenza numero 364, eguagliando il leggendario portiere del primo scudetto Guido Masetti al decimo posto della classifica dei fedelissimi. Dal canto suo, Mancini insegue una traiettoria speculare con 318 gettoni complessivi, impreziositi da ben 23 reti realizzate in maglia giallorossa, un numero iconico che ricalca esattamente la cifra stampata sulla sua schiena e che lo proietta di diritto tra le leggende moderne del club.

Roma, blindati i totem: Mancini e Cristante rinnovano
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