La sconfitta dello Shakhtar Donetsk contro lo Sporting Lisbona si trascina una polemica che coinvolge direttamente due arbitri italiani. Al termine della partita di Champions League disputata martedì 3 novembre a Stamford Bridge e vinta 1-0 dai portoghesi, Arda Turan ha contestato duramente la mancata concessione di un calcio di rigore alla propria squadra, prendendo di mira Marco Di Bello e Daniele Chiffi, rispettivamente VAR e assistente VAR dell'incontro. L'allenatore turco, convinto che un intervento nell'area dello Sporting dovesse essere sanzionato, ha accusato i due ufficiali di gara di aver adottato un criterio sbagliato nella valutazione del contatto. Parole pronunciate durante la conferenza stampa successiva all'incontro e riportate anche dai canali ufficiali dello Shakhtar, nelle quali l'ex centrocampista dell'Atletico Madrid ha espresso tutta la propria insoddisfazione per una decisione che, a suo giudizio, avrebbe potuto cambiare il risultato.
L'episodio contestato riguarda un contatto in area tra Vinícius Tobias e un difensore dello Sporting, avvenuto nella ripresa, quando la formazione ucraina era già sotto di una rete. Il direttore di gara slovacco Ivan Kružliak non ha assegnato il calcio di rigore e la decisione è rimasta invariata dopo il controllo della sala video. La formazione portoghese ha così conservato il vantaggio ottenuto grazie al gol di Ousmane Diomande Doumbia al 59', portando a casa tre punti importanti per la classifica della fase campionato. Per Turan, invece, l'intervento ai danni di Tobias avrebbe meritato una valutazione differente. La posizione dell'allenatore resta una contestazione della decisione arbitrale: non risulta un riconoscimento ufficiale di errore da parte dell'UEFA.








