Dopo le prestazioni opache offerte contro Napoli e Cagliari, finalmente contro il Como si è rivisto il vero Manu Koné: un giocatore di forza, tecnica e intelligenza tattica fuori dal comune. Il francese classe 2001 è indiscutibilmente "l'uomo ovunque" della Roma e, tra i tanti, il dato sui kilometri percorsi in ogni partita (tra i 10 e gli 11 km per 90') lo conferma. Osserviamo e analizziamo allora i principali dati statistici della stagione disputata fino ad ora da Koné, per capire cosa e quanto possono dirci sulla centralità del francese nella squadra allenata da Gasperini. Motore perpetuo Rispetto al dato di quanto corra un giocatore, molto più interessante è sapere come corre, in particolar modo quando ha la palla tra i piedi: in questo senso, viene in aiuto il dato della PCD (Progressive Carrying Distance) che quantifica i kilometri percorsi da un giocatore mentre avanza palla al piede. Koné, con più di 1300 metri di PCD, occupa la 18a posizione nell'apposita classifica dei giocatori di Serie A, sfiorando di pochissimo la top 5 tra i centrocampisti. Se riferito esclusivamente alla fase offensiva, poi, il dato diventa ancora più impressionante con ben 29 progressioni palla al piede effettuate nell'ultimo terzo di campo: si tratta del 10o valore più alto registrato in tutta la Serie A e del secondo tra i centrocampisti puri, dietro solo a Kephren Thuram. Il numero 17 della Roma si conferma uno dei migliori box to box del campionato, sempre presente tanto per impostare dal basso quanto per offrire marcature preventive sulla trequarti quando la squadra attacca. A proposito di marcature, importante è anche il dato relativo ai tackles. Se nella classifica generale degli interventi riusciti Manu Koné occupa appena la quarantesima posizione, è ancora quando consideriamo solo la trequarti offensiva che il francese scala le gerarchie, posizionandosi nella top 10 dei centrocampisti con più interventi realizzati nella porzione campo avanzata. Statistica rilevantissima questa in un sistema di gioco come quello di Gasperini, che si fonda proprio sulla riaggressione immediata del pallone nella metà campo avversaria. I margini di miglioramento L'aspetto più positivo in prospettiva della carriera del ragazzo, infine, sono proprio i suoi 24 anni e il grande margine di miglioramento ancora a sua disposizione. Il grande passo in avanti, Koné deve farlo soprattutto dal punto di vista realizzativo. Per lui appena 2 gol e 2 assist in Serie A da quando è in Italia, testimoni di un'abitudine a buttarsi in area di rigore ancora acerba e tutta da costruire. I centrocampisti moderni, però, hanno l'obbligo di farsi vedere e sentire sotto porta e il numero 17 della Roma deve assolutamente migliorare quell'xG di 1.0 stagionale, che parla di un giocatore che tira poco in porta e quando lo fa spesso lo fa male. Il tempo però è tutto dalla sua parte, così come le speranze dei tifosi, conviti di ritrovarsi tra le mani uno dei prospetti più interessanti tra i centrocampisti europei.

Roma, Koné è il motore della squadra: i numeri del centrocampista
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