Roma, Mora si prende la scena e vola in Nazionale: «Ronaldo è il mio idolo». La svolta con Gasperini
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Roma, Mora si prende la scena e vola in Nazionale: «Ronaldo è il mio idolo». La svolta con Gasperini

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Il portoghese segna per la terza partita consecutiva in Serie A e racconta il percorso che lo ha portato a conquistare spazio in giallorosso. Cresce l'intesa con Soulé e Malen, mentre arriva la chiamata del Portogallo maggiore.

Rodrigo Mora è uno dei protagonisti del 3-0 della Roma contro il Sassuolo e festeggia la terza partita consecutiva a segno in Serie A, pochi giorni dopo aver ricevuto la prima convocazione nella Nazionale maggiore del Portogallo. Il centrocampista offensivo classe 2007 ha chiuso la partita dell'Olimpico con un diagonale al 58', completando il successo della squadra di Gian Piero Gasperini dopo la rete di Mario Hermoso e l'autorete di Sebastian Walukiewicz. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport e DAZN al termine dell'incontro, il giovane portoghese ha raccontato le difficoltà incontrate durante i primi mesi nella Capitale, il progressivo inserimento nei meccanismi offensivi giallorossi e l'emozione per la chiamata della Nazionale. Un momento particolarmente significativo per un calciatore che, soltanto poche settimane fa, non aveva ancora trovato la continuità desiderata.

La crescita di Mora emerge soprattutto dal rapporto tra le opportunità ricevute e il contributo offerto alla squadra. Dopo i gol contro Cagliari e Udinese, la rete al Sassuolo completa una serie di tre presenze consecutive a segno, un traguardo che il giocatore non aveva mai raggiunto in campionato neppure durante l'esperienza al Porto. Il dato assume maggiore rilevanza considerando che il portoghese è arrivato alla Roma in un reparto caratterizzato da una concorrenza importante e ha dovuto imparare progressivamente le richieste tattiche di Gasperini. L'attuale continuità rappresenta quindi il risultato di un percorso nel quale le prestazioni e la capacità di inserirsi nel gioco collettivo hanno modificato il suo ruolo all'interno della squadra.

Dalla panchina alla continuità: Mora racconta la crescita nella Roma

Il giocatore non ha nascosto le difficoltà vissute nella fase iniziale della stagione. Interrogato da Sky Sport sullo spazio trovato soltanto nelle ultime settimane, ha risposto con una considerazione semplice: «Questo è il calcio. All’inizio non giochi e pensavi di giocare. Poi improvvisamente cominci a giocare». Parole che raccontano la necessità di adattarsi alle decisioni dell'allenatore, senza considerare la mancanza di minuti come una condizione definitiva. Anche nell'intervista a DAZN, Mora ha ricordato come fino a un mese fa la situazione fosse diversa, sottolineando che l'aspetto più importante rimane la capacità della squadra di vincere e migliorare attraverso il contributo di tutti.

La trasformazione riguarda anche il modo in cui il portoghese partecipa alla manovra. Contro il Sassuolo, Mora ha trovato il gol grazie a una combinazione con Donyell Malen, che gli ha restituito il pallone al limite dell'area permettendogli di inserirsi tra i difensori e concludere. «Veramente un bel passaggio di Malen. Ho trovato questo bel gol», ha dichiarato a Sky Sport, riconoscendo il contributo dell'attaccante olandese nell'azione decisiva. Il movimento conferma la crescente capacità del giovane di interpretare le situazioni offensive, alternando la ricerca dello spazio alla collaborazione con i compagni.

Un aspetto sul quale Mora si è soffermato riguarda il rapporto tecnico con Matías Soulé. Il portoghese ha spiegato di stare imparando a conoscere sempre meglio i movimenti degli altri attaccanti, individuando nell'intesa con l'argentino uno degli elementi destinati a migliorare attraverso la continuità delle partite. «Sto imparando di partita in partita come giocare con i compagni», ha osservato a DAZN. Il concetto riflette una fase di adattamento ancora in corso, nella quale la crescita individuale dipende anche dalla capacità di trovare tempi e distanze corretti con gli altri interpreti del reparto offensivo.

Per Gasperini si tratta di un'evoluzione importante. La Roma può contare su un giocatore capace di ricevere tra le linee, puntare la difesa e arrivare alla conclusione, senza essere necessariamente vincolato a una posizione fissa. La presenza di Malen come riferimento centrale e di Soulé sull'altro lato della trequarti offre a Mora possibilità differenti di partecipazione al gioco. Il gol contro il Sassuolo rappresenta la conferma più recente di questa crescita, ma il contributo del portoghese si misura anche nella maggiore naturalezza con cui prende parte alle combinazioni offensive.

Il Portogallo dopo Cristiano Ronaldo: «Un grande orgoglio essere convocato»

La settimana di Mora è stata resa ancora più importante dalla convocazione nella Nazionale maggiore portoghese. Il commissario tecnico Jorge Jesus lo ha inserito nell'elenco dei giocatori selezionati per gli incontri di Nations League contro Danimarca e Galles, in programma rispettivamente il 14 e il 17 novembre. Per il talento della Roma si tratta di una prima chiamata che arriva in un momento particolare per il calcio portoghese, dopo l'annuncio dell'addio di Cristiano Ronaldo alla Nazionale.

Proprio Ronaldo è stato uno dei temi affrontati nelle interviste successive alla partita. Mora non ha nascosto il legame con il fuoriclasse portoghese, considerato un riferimento fin dall'infanzia. «Ronaldo è il mio idolo. Ha insegnato a tutti noi tantissimo. Per me ora è un grande orgoglio far parte della nazionale maggiore portoghese», ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport. Il passaggio alla Nazionale maggiore rappresenta un riconoscimento personale e familiare, oltre che un'opportunità per confrontarsi con calciatori di maggiore esperienza internazionale.

Il giovane ha però evitato qualsiasi accostamento diretto all'eredità del numero sette. Quando gli è stato chiesto se desiderasse indossare la maglia appartenuta a Cristiano Ronaldo, ha risposto senza esitazioni: «No assolutamente no l’86 mi va benissimo». Una battuta che restituisce anche il modo in cui Mora sta vivendo un momento di grande attenzione mediatica, senza rivendicare simboli o responsabilità legati alla storia della Nazionale.

La convocazione arriva dopo una serie di prestazioni che hanno attirato l'attenzione di Jorge Jesus. Il commissario tecnico ha riconosciuto pubblicamente la capacità del romanista di incidere nella fase offensiva attraverso gol e assist, considerandolo un profilo adatto a giocare alle spalle del centravanti. La chiamata non garantisce ancora l'esordio, ma offre a Mora la possibilità di entrare stabilmente nelle valutazioni della selezione portoghese.

Per la Roma, la crescita del classe 2007 rappresenta una risorsa tecnica che va oltre le reti delle ultime settimane. Gasperini ha trovato un giocatore sempre più coinvolto nella costruzione offensiva, mentre la Nazionale portoghese ne ha riconosciuto i progressi con la prima convocazione tra i grandi. Mora, intanto, non sembra intenzionato a considerare concluso il proprio percorso di adattamento. Le sue dichiarazioni insistono soprattutto sul lavoro quotidiano, sulla conoscenza dei compagni e sulla necessità di mantenere continuità. È su questi aspetti, più ancora che sull'entusiasmo per il gol al Sassuolo, che si misurerà la prossima fase della sua crescita.

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