Adrien Rabiot non ha accettato la decisione arbitrale di Genoa-Milan e, alcune ore dopo la vittoria rossonera per 2-1 al Ferraris, ha affidato a Instagram una contestazione durissima. Il centrocampista francese ha risposto all'analisi dell'ex arbitro Gianpaolo Calvarese sul fallo commesso da Alessandro Marcandalli all'inizio del secondo tempo, quando Davide Massa ha ammonito il difensore rossoblù anziché espellerlo per aver interrotto una possibile occasione da gol. La protesta del giocatore è andata oltre il giudizio sul cartellino, chiamando in causa la capacità di riconoscere pubblicamente gli errori. «Nella vita come nel calcio si possono fare errori bisogna almeno saperli ammettere. Mentire continuamente non vi farà andare avanti», ha scritto Rabiot, aggiungendo che a subirne le conseguenze sarebbe il calcio italiano. Parole pronunciate dopo una partita vinta, dunque senza che il risultato possa spiegare da solo la durezza della sua reazione.
L'episodio contestato si è verificato intorno al 50' della sfida disputata domenica 8 novembre, valida per l'undicesima giornata di Serie A. Rabiot stava conducendo una ripartenza in campo aperto quando Marcandalli lo ha fermato con una vistosa trattenuta, impedendogli di proseguire verso la porta del Genoa. Il fallo non è stato messo in discussione dall'arbitro, che ha immediatamente sanzionato il difensore con un cartellino giallo. Il Milan ha però reclamato l'espulsione diretta, sostenendo che il centrocampista si sarebbe trovato senza altri avversari in grado di contrastarne la corsa. Le proteste hanno provocato un lungo momento di tensione: lo stesso Rabiot è stato ammonito, mentre Massa ha espulso tre componenti della panchina rossonera, tra cui il medico sociale Stefano Mazzoni e i collaboratori Emanuel Ferro e Carlos Fernandes. Ruben Amorim non è stato espulso.
Il Milan aveva già indirizzato la partita nel primo tempo attraverso i gol di Alphadjo Cissé e Christian Pulisic, arrivati al 13' e al 19'. Il Genoa avrebbe poi accorciato le distanze con Mikael Ellertsson all'88', senza riuscire a completare la rimonta. La decisione su Marcandalli non ha quindi impedito ai rossoneri di conquistare i tre punti, ma avrebbe potuto modificare le condizioni nelle quali affrontare gran parte della ripresa. Un'espulsione avrebbe lasciato la squadra di Daniele De Rossi in dieci uomini, mentre l'ammonizione ha consentito al difensore di rimanere in campo fino alla sostituzione. È questa la conseguenza concreta che spiega le proteste del Milan, indipendentemente dal risultato finale.









