Il Milan arriva alla sosta di novembre con una questione offensiva che rischia di condizionare anche le prossime decisioni di mercato: Gonçalo Ramos non sta garantendo la continuità realizzativa attesa da un centravanti titolare. I tre gol segnati nelle prime tredici presenze ufficiali raccontano un inserimento ancora incompleto, mentre la sconfitta per 2-0 contro il Ferencváros, nella quarta giornata di Europa League, ha riportato in primo piano le difficoltà della squadra nel costruire occasioni e trasformare il possesso in pericoli concreti. Il portoghese non è stato l'unico responsabile della prestazione negativa di San Siro, ma il suo rendimento impone una riflessione sulla struttura del reparto offensivo. A gennaio, qualora la situazione non cambiasse, la dirigenza potrebbe trovarsi davanti a una scelta diversa da quella inizialmente immaginata: cercare un semplice sostituto oppure un attaccante capace di competere immediatamente per una maglia da titolare.
Il problema non si esaurisce nella media realizzativa. Ramos ha segnato due reti nelle prime dieci giornate di Serie A e una in Europa League, distribuendo i propri gol in appena tre partite. Il suo contributo comprende anche il lavoro senza palla, la pressione sui difensori e i movimenti utili a creare spazi per i compagni, aspetti che non possono essere ignorati nel valutare un centravanti. Resta però una difficoltà evidente: il Milan fatica a trovare nel portoghese un riferimento offensivo sufficientemente incisivo quando la manovra perde velocità. Contro il Ferencváros, Ramos ha partecipato ad alcune combinazioni, servendo anche il pallone dal quale è nata una delle migliori occasioni di Hutchinson, ma non è riuscito a incidere direttamente sul risultato. La scarsa qualità complessiva della prestazione rende difficile separare i limiti individuali dalle responsabilità collettive.












