Kolo Muani, spalletti e woltemade
AZ Alkmaar vs Juventus
Juventus
R. Kolo Muani
N. Woltemade
UEFA Europa League

Juventus, Kolo Muani ritrova il gol e cambia ruolo: la soluzione di Spalletti che può rilanciarlo

Un assist, una rete e una prestazione convincente contro l'AZ Alkmaar. Il francese sfrutta la libertà di partire dalla destra, mentre Woltemade occupa il centro dell'attacco. Una soluzione che il tecnico aveva già indicato nelle scorse settimane.

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La Juventus potrebbe aver individuato una soluzione per valorizzare Randal Kolo Muani, protagonista della vittoria per 2-1 contro l'AZ Alkmaar con un gol e un assist nella quarta giornata di Europa League. Giovedì 5 novembre, sul campo degli olandesi, l'attaccante francese ha offerto una delle prestazioni più convincenti della propria stagione, contribuendo direttamente a entrambe le reti realizzate dai bianconeri nel primo tempo. Il miglioramento non riguarda soltanto la precisione delle giocate decisive, ma soprattutto la posizione occupata in campo. Luciano Spalletti lo ha utilizzato prevalentemente sul versante destro dell'attacco, permettendogli di ricevere il pallone in movimento, affrontare i difensori e attaccare gli spazi. Una disposizione diversa da quella del centravanti chiamato a giocare stabilmente spalle alla porta, che nelle precedenti partite aveva spesso limitato la sua efficacia.

Il risultato di Alkmaar arriva dopo settimane nelle quali il rendimento del francese aveva alimentato interrogativi sulla sua collocazione nella squadra. Il ritorno a Torino, fortemente voluto dalla società dopo la precedente esperienza in bianconero, non era stato accompagnato dalla continuità attesa. Kolo Muani aveva alternato iniziative interessanti a prestazioni poco incisive, incontrando difficoltà soprattutto quando veniva utilizzato come riferimento centrale contro difese schierate. La presenza contemporanea di Nick Woltemade aveva già offerto a Spalletti la possibilità di distribuire diversamente i compiti offensivi, senza però produrre immediatamente i risultati sperati. Contro l'AZ, invece, il francese ha potuto sfruttare con maggiore frequenza la velocità in progressione e la capacità di cambiare direzione, due qualità che emergono soprattutto quando dispone di campo davanti a sé.

Dalla fascia destra al gol: perché Kolo Muani ha fatto la differenza

Le due reti della Juventus permettono di comprendere il funzionamento della scelta tattica. Al 19' Kolo Muani riceve il pallone sulla destra, supera un avversario con un sombrero e accelera verso l'area di rigore. Una volta guadagnato spazio, individua l'inserimento di Teun Koopmeiners e lo serve con un passaggio rasoterra che il centrocampista trasforma nel vantaggio bianconero. L'azione nasce dalla possibilità concessa al francese di affrontare direttamente il proprio marcatore, senza dover proteggere il pallone con le spalle rivolte alla porta. Il suo movimento costringe la difesa olandese a reagire e libera lo spazio necessario per la conclusione del compagno.

Il raddoppio del 37' presenta caratteristiche differenti, ma conferma l'utilità della nuova distribuzione dei compiti offensivi. Kolo Muani recupera il possesso nella metà campo avversaria, appoggia a Woltemade e attacca immediatamente lo spazio per ricevere il passaggio di ritorno. La conclusione al volo di sinistro non lascia scampo a De Busser e porta la Juventus sullo 0-2. In questo caso, oltre alla capacità di finalizzazione, emerge il contributo del francese alla pressione offensiva. L'attaccante riesce a recuperare il pallone in una zona avanzata e a trasformare rapidamente l'intervento difensivo in un'occasione da gol, beneficiando del movimento del compagno che gli restituisce il pallone con i tempi corretti.

Le due azioni mostrano perché Kolo Muani possa risultare particolarmente efficace partendo da una posizione esterna, senza essere necessariamente confinato sulla linea laterale. La sua forza non consiste soltanto nella velocità, ma nella possibilità di alternare ampiezza e attacco della profondità, costringendo il difensore a scegliere se seguirlo lontano dall'area oppure lasciargli lo spazio per accelerare. Quando viene impiegato stabilmente da prima punta, invece, rischia di dover ricevere palloni con un avversario alle spalle e margini ridotti per sfruttare la propria progressione. Non significa che non possa giocare al centro dell'attacco, ma che alcune delle sue caratteristiche migliori diventano meno evidenti in quella posizione.

Spalletti aveva anticipato la soluzione: più libertà e meno compiti da centravanti

La prestazione contro l'AZ non rappresenta una scoperta improvvisa dello staff tecnico. Già il 10 ottobre, alla vigilia della partita contro il Cagliari, Spalletti aveva affrontato pubblicamente il tema della posizione di Kolo Muani, spiegando la necessità di ampliare il suo repertorio di movimenti. «È stato troppo prima punta, serve che si muova di più», aveva dichiarato l'allenatore, sottolineando come il francese disponesse delle qualità necessarie per muoversi anche sull'esterno e non soltanto nella zona centrale. Il tecnico aveva inoltre richiamato la sua facilità di corsa, la capacità di giocare di testa e l'abilità nel girarsi rapidamente, indicando una prospettiva di crescita che non prevedeva un impiego rigidamente legato a un'unica posizione.

Ad Alkmaar quelle indicazioni hanno trovato un'applicazione concreta. Woltemade ha occupato prevalentemente gli spazi centrali, offrendo una soluzione di passaggio e favorendo gli inserimenti dei compagni, mentre Kolo Muani ha potuto scegliere più liberamente quando allargarsi e quando entrare in area. La connessione tra i due è risultata particolarmente efficace nell'azione del secondo gol, ma ha prodotto segnali incoraggianti anche nei primi minuti, quando il francese aveva già sfiorato la rete con una conclusione in diagonale. La presenza di un attaccante capace di dialogare tecnicamente con i compagni può quindi rappresentare un vantaggio per Kolo Muani, liberandolo dalla necessità di essere contemporaneamente il principale riferimento per la costruzione e il terminale delle azioni.

La soluzione presenta anche conseguenze per gli altri interpreti del reparto. La Juventus dispone di giocatori con caratteristiche differenti, alcuni più adatti a ricevere tra le linee e altri capaci di creare superiorità nell'uno contro uno. L'impiego di Kolo Muani sulla destra offre a Spalletti una possibilità ulteriore, ma richiede equilibrio nella distribuzione degli spazi e attenzione alla fase difensiva. Il francese deve contribuire alla pressione e accompagnare le transizioni senza lasciare eccessivamente scoperta la propria zona di competenza. La prestazione contro l'AZ suggerisce che possa svolgere questi compiti con efficacia, anche se una singola partita non è sufficiente per considerare definitivamente risolto il problema della sua collocazione tattica.

La prova decisiva sarà la continuità, non soltanto il prossimo gol

Il successo europeo arriva in un momento importante per la Juventus, reduce dalla vittoria contro il Napoli e impegnata a recuperare terreno anche in campionato. La crescita di Kolo Muani potrebbe offrire alla squadra una soluzione offensiva particolarmente utile, soprattutto nelle partite nelle quali gli avversari concedono spazio alle spalle della linea difensiva. La sua prestazione di Alkmaar ha dimostrato quanto possa incidere quando riceve nelle condizioni favorevoli alle proprie caratteristiche, ma rimane necessario verificare se riuscirà a ripetere lo stesso rendimento contro squadre che difendono più basse e limitano gli spazi per le accelerazioni.

Spalletti non ha bisogno soltanto di un Kolo Muani capace di segnare, ma di un attaccante che partecipi stabilmente alla produzione offensiva della Juventus. L'assist per Koopmeiners, il recupero del pallone e il gol costruito con Woltemade rappresentano segnali incoraggianti proprio perché mostrano un contributo distribuito su più situazioni di gioco. La prossima trasferta contro la Fiorentina offrirà un'ulteriore occasione per valutare la sostenibilità della soluzione, anche in rapporto alle rotazioni e alle condizioni degli altri attaccanti.

La serata olandese non cancella le difficoltà dei mesi precedenti, ma fornisce a Spalletti un'indicazione concreta. Kolo Muani può diventare più incisivo quando la Juventus gli permette di correre verso la porta, anziché chiedergli continuamente di ricevere e difendere il pallone con le spalle rivolte ai difensori. È su questa differenza che il tecnico può lavorare per trasformare una prestazione finalmente convincente in una risorsa stabile per la squadra.

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