L'ex centrocampista della Roma è coinvolto in un procedimento collegato a un'inchiesta internazionale sulla cocaina. Contestata un'operazione da oltre 100mila euro. La difesa chiederà l'assoluzione.
La Procura di Bruxelles ha chiesto una condanna a due anni di carcere e una multa di 105mila euro per Radja Nainggolan, accusato di riciclaggio di denaro nell'ambito di un procedimento giudiziario collegato a un presunto traffico internazionale di cocaina. La richiesta è stata formulata venerdì 30 ottobre 2026 davanti al tribunale correzionale della capitale belga, dove l'ex centrocampista della Roma figura tra i sedici imputati. Come riferito da L'Equipe, la posizione del calciatore, oggi in forza al Patro Eisden nella seconda divisione belga, è distinta da quella degli altri principali indagati: Nainggolan non è accusato di aver partecipato al traffico di stupefacenti né di appartenere all'organizzazione criminale. Secondo gli inquirenti, avrebbe invece contribuito a riciclare una somma superiore ai 100mila euro attraverso alcuni movimenti bancari ritenuti sospetti.
Secondo quanto ricostruito dalla testata belga BRUZZ, al centro della contestazione ci sono circa 105.500 euro che il giocatore avrebbe ricevuto in contanti da Nasr-Eddine Sekkaki, fratello minore di Ashraf Sekkaki, noto alle autorità belghe per precedenti vicende giudiziarie. Il denaro sarebbe stato consegnato nell'arco di alcuni mesi e successivamente restituito attraverso diversi bonifici sul conto della madre dei fratelli Sekkaki. È proprio la modalità di questi trasferimenti a essere oggetto delle valutazioni della Procura. Secondo l'accusa, nelle causali di alcuni versamenti sarebbero stati indicati lavori edili fittizi, un particolare che gli investigatori considerano rilevante per ricostruire la natura delle operazioni. La responsabilità penale del calciatore, tuttavia, non è stata accertata e sarà il tribunale a valutare gli elementi presentati dalle parti.







