Lorenzo Pellegrini potrebbe tornare titolare con la Roma dopo quasi sei mesi di assenza, nella partita contro il Como in programma oggi, domenica 11 ottobre 2026, alle 12.30 allo stadio Giuseppe Sinigaglia. Il centrocampista giallorosso ha completato il recupero fisico durante la lunga sosta per le nazionali e rappresenta una delle principali opzioni valutate da Gian Piero Gasperini per completare il reparto offensivo insieme a Paulo Dybala e Donyell Malen. La sua candidatura si inserisce nel ballottaggio con Matías Soulé e Rodrigo Mora, entrambi rientrati dagli impegni internazionali, e assume particolare importanza considerando il calendario che attende la squadra: nove partite in ventisette giorni, con la sfida di Champions League contro il Real Madrid, fissata per mercoledì 14 ottobre, già alle porte. Gasperini dovrà quindi decidere se affidarsi immediatamente all'esperienza di Pellegrini oppure utilizzare il numero 7 durante la partita, preservando una parte delle sue energie per gli appuntamenti successivi. La certezza, rispetto alle settimane precedenti, è che il giocatore sia nuovamente disponibile e possa competere per un posto nell'undici iniziale.Il possibile ritorno dell'ex capitano rappresenta uno degli aspetti più significativi della ripresa romanista, soprattutto perché arriva in una fase nella quale la squadra sta cercando di consolidare la propria identità attraverso il lavoro di Gasperini. Pellegrini ritrova una Roma profondamente diversa rispetto a quella nella quale aveva disputato le ultime partite prima dell'infortunio, una formazione che ha progressivamente modificato i propri meccanismi offensivi e trovato nuovi riferimenti tecnici. La presenza di Dybala e Malen offre soluzioni differenti rispetto al passato, mentre l'inserimento di giovani talenti come Mora e la crescita di Soulé hanno aumentato la concorrenza nelle posizioni avanzate. Per il numero 7 non si tratta quindi soltanto di recuperare la condizione atletica, ma di individuare una collocazione precisa all'interno di un sistema nel quale ogni giocatore offensivo deve garantire qualità nelle combinazioni, partecipazione alla pressione e capacità di occupare gli spazi con continuità. La sfida di Como potrebbe diventare il primo vero passaggio di questa nuova fase, offrendo a Pellegrini la possibilità di dimostrare quanto possa ancora incidere in una squadra che possiede ambizioni importanti in Italia e in Europa.Pellegrini, sei mesi dopo cambia tutto: la fiducia di Gasperini e la concorrenza sulla trequartiIl lungo periodo trascorso lontano dal campo ha inevitabilmente modificato la posizione di Lorenzo Pellegrini nelle gerarchie romaniste. L'infortunio che lo aveva fermato nella parte conclusiva della scorsa stagione gli aveva impedito di partecipare con continuità alla prima fase del nuovo progetto tecnico, costringendolo a osservare dall'esterno la crescita della squadra e l'inserimento dei giocatori arrivati durante il mercato. La sosta di ottobre ha però rappresentato un'occasione importante per lavorare senza l'urgenza delle partite ufficiali, recuperando progressivamente intensità e fiducia nei movimenti. Gasperini ha confermato pubblicamente che il centrocampista è completamente recuperato, spiegando quanto siano state utili le settimane trascorse a Trigoria. «Pellegrini sta bene, queste settimane sono state utilissime. È recuperato», ha dichiarato l'allenatore nella conferenza stampa della vigilia, offrendo un'indicazione chiara sulla possibilità di utilizzarlo già contro il Como.Le parole del tecnico non equivalgono naturalmente alla conferma di una maglia da titolare, ma dimostrano che Pellegrini non viene più considerato un giocatore da gestire esclusivamente attraverso un recupero graduale. Il numero 7 può rientrare nelle normali valutazioni di formazione, una condizione particolarmente importante in vista degli impegni ravvicinati. Il suo profilo offre infatti caratteristiche che Gasperini potrebbe trovare utili soprattutto contro squadre organizzate nel possesso, perché la capacità di leggere gli spazi, giocare tra le linee e collegare centrocampo e attacco può contribuire a rendere più fluida la manovra. Pellegrini possiede esperienza nelle competizioni europee e conosce le responsabilità che accompagnano le partite di alto livello, qualità che possono avere un peso importante quando l'allenatore deve scegliere tra giocatori con caratteristiche differenti ma ancora impegnati nel proprio percorso di crescita.Il confronto più interessante riguarda proprio le alternative a disposizione. Matías Soulé è uno dei calciatori capaci di garantire maggiore imprevedibilità attraverso il dribbling, la conduzione e la ricerca della conclusione personale, ma il rientro dagli impegni con l'Argentina ha ridotto il tempo disponibile per lavorare insieme alla squadra. Rodrigo Mora, invece, arriva alla trasferta del Sinigaglia dopo aver lasciato il segno con il Portogallo Under 21, confermando qualità tecniche e capacità realizzative che lo rendono una candidatura concreta per la trequarti. Il giovane portoghese può offrire rapidità nelle combinazioni e movimenti capaci di creare superiorità in zone centrali, mentre Pellegrini garantirebbe una gestione differente del pallone, maggiore esperienza nella lettura delle situazioni e una conoscenza consolidata delle responsabilità richieste dal calcio di alto livello. La decisione di Gasperini dipenderà quindi soprattutto dall'interpretazione che intende dare alla partita, più che da una graduatoria assoluta tra i tre giocatori.La presenza contemporanea di Dybala e Malen rende il ballottaggio ancora più significativo. L'argentino possiede libertà di movimento e tende a cercare il pallone nelle zone dalle quali può orientare l'azione offensiva, mentre l'olandese rappresenta il riferimento principale per attaccare la profondità e occupare l'area. Il terzo elemento del reparto dovrà quindi trovare un equilibrio tra partecipazione alla costruzione e capacità di non sovrapporsi ai compagni. Pellegrini potrebbe offrire una soluzione utile proprio attraverso la gestione degli spazi intermedi, creando collegamenti con i centrocampisti e permettendo a Dybala di muoversi con maggiore libertà. Soulé aggiungerebbe invece maggiore capacità di saltare l'uomo, mentre Mora potrebbe garantire dinamismo e rapidità negli scambi. Sono differenze che assumono particolare importanza contro il Como di Cesc Fabregas, squadra abituata a cercare il controllo del gioco attraverso rotazioni continue e una pressione organizzata sul possesso avversario.Como oggi, Real Madrid mercoledì: Gasperini prepara una staffetta per l'attaccoLa scelta della trequarti non può essere separata dal calendario. La Roma affronterà nove incontri nell'arco di ventisette giorni, una sequenza che obbligherà Gasperini a gestire attentamente le energie della rosa e a utilizzare con continuità anche i giocatori inizialmente esclusi dalle formazioni titolari. Dopo la trasferta contro il Como, i giallorossi ospiteranno il Real Madrid all'Olimpico mercoledì 14 ottobre alle 21, in una partita di Champions League che richiederà intensità fisica, precisione tattica e la capacità di affrontare alcuni dei calciatori più pericolosi del panorama internazionale. Il tecnico ha già spiegato di non poter stabilire con largo anticipo quali saranno le scelte per le partite successive, perché condizioni atletiche, recupero e possibili imprevisti possono modificare continuamente i programmi. È proprio questa incertezza a rendere importante la disponibilità di Pellegrini, che aumenta il numero delle soluzioni utilizzabili senza costringere l'allenatore a dipendere sempre dagli stessi interpreti.L'ipotesi di una staffetta tra Pellegrini, Soulé e Mora rappresenta quindi una possibilità concreta, indipendentemente da chi partirà dall'inizio al Sinigaglia. Gasperini potrebbe scegliere il giocatore maggiormente adatto a gestire la prima fase della partita e utilizzare successivamente le caratteristiche degli altri per cambiare ritmo, intensità o modalità di attacco. In un confronto nel quale il possesso del Como potrebbe costringere la Roma a lunghi momenti senza pallone, avere a disposizione alternative tecniche di alto livello permetterebbe di modificare l'atteggiamento offensivo senza rinunciare alla qualità. La capacità di incidere entrando dalla panchina potrebbe diventare importante quanto quella di partire titolare, soprattutto quando le partite si susseguiranno con intervalli di recupero sempre più brevi e l'allenatore dovrà amministrare una rosa chiamata a essere competitiva su più fronti.Il ritorno di Pellegrini offre inoltre una risposta a un problema che aveva accompagnato alcune valutazioni della vigilia: la necessità di mantenere esperienza e personalità in una squadra nella quale numerosi giocatori giovani stanno acquisendo progressivamente responsabilità. L'ex capitano conosce la pressione dell'ambiente romanista e ha vissuto partite europee e momenti decisivi della storia recente del club. Questo patrimonio può rappresentare un vantaggio nei momenti in cui la squadra deve gestire situazioni particolarmente delicate, ma non garantisce automaticamente un posto da titolare in un sistema che Gasperini ha costruito attribuendo grande importanza al rendimento quotidiano. Il tecnico ha già dimostrato di voler scegliere in funzione delle caratteristiche e della condizione dei giocatori, senza considerare l'esperienza una ragione sufficiente per modificare le proprie decisioni. Per Pellegrini sarà quindi fondamentale trasformare la disponibilità ritrovata in prestazioni capaci di convincere l'allenatore.La Roma cambia volto: Gollini in porta, De Roon favorito a centrocampoLe valutazioni offensive si inseriscono in una formazione che presenterà comunque alcune novità obbligate. Pierluigi Gollini sarà il portiere titolare al posto di Mile Svilar, costretto a fermarsi per almeno un mese a causa della frattura al quinto dito riportata durante un allenamento. Gasperini ha già ufficializzato la scelta, affidandosi a un giocatore che conosce profondamente dai tempi dell'Atalanta e al quale ha espresso pubblicamente fiducia. Davanti a lui, Mancini, Ndicka ed Hermoso rimangono i principali candidati a comporre la linea difensiva, mentre sulle corsie esterne si va verso la conferma di Nahuel Molina e Wesley. L'assenza di Bryan Cristante costringerà invece l'allenatore a modificare il centrocampo, con Marten de Roon favorito per affiancare Manu Koné e Niccolò Pisilli pronto a rappresentare un'alternativa durante la partita. Si tratta di cambiamenti che incidono direttamente sulla gestione della squadra, soprattutto in una trasferta nella quale il Como cercherà di utilizzare qualità tecnica e movimenti coordinati per creare spazi tra le linee romaniste.La presenza di De Roon potrebbe offrire maggiore equilibrio nelle coperture, mentre Koné sarà chiamato a garantire intensità e aggressività nella riconquista. Il lavoro dei due centrocampisti avrà conseguenze anche sulla libertà concessa al trequartista scelto da Gasperini, perché la possibilità di mantenere compatta la squadra dipenderà soprattutto dalla gestione delle distanze tra i reparti. Pellegrini, Soulé o Mora dovranno partecipare attivamente alla fase senza pallone, impedendo che il Como possa costruire con facilità attraverso i propri centrocampisti e liberare Nico Paz nelle zone più pericolose. Il confronto con la formazione di Fabregas richiede infatti una preparazione attenta non soltanto agli aspetti offensivi, ma anche alla capacità di sostenere il pressing e reagire rapidamente alle transizioni. La scelta del trequartista potrebbe quindi essere influenzata anche dalle garanzie che ciascun giocatore offre nella fase difensiva, oltre che dal contributo atteso negli ultimi trenta metri.Pellegrini davanti a una nuova occasione: il ritorno può cambiare il suo futuro alla RomaPer Lorenzo Pellegrini, la partita contro il Como rappresenta un passaggio importante indipendentemente dalla decisione finale di Gasperini. Dopo un'assenza durata quasi sei mesi, ritrovare la possibilità concreta di giocare dall'inizio significa tornare a essere parte delle scelte che determinano il rendimento della squadra, superando una fase nella quale l'obiettivo principale era recuperare una condizione fisica adeguata. Il centrocampista dovrà ora confrontarsi con una concorrenza aumentata e con richieste tattiche differenti rispetto al passato, ma dispone anche dell'esperienza necessaria per interpretare più ruoli e adattarsi alle esigenze dell'allenatore. La sua disponibilità potrebbe diventare particolarmente preziosa proprio nei prossimi ventisette giorni, quando la successione di incontri costringerà la Roma a modificare frequentemente gli interpreti senza perdere continuità di risultati.Il possibile ritorno da titolare assume anche un valore simbolico, perché arriva in un momento nel quale Pellegrini deve ricostruire progressivamente il proprio spazio all'interno della squadra. Non basta recuperare dall'infortunio per riconquistare automaticamente le gerarchie precedenti, soprattutto quando altri calciatori hanno sfruttato l'assenza per dimostrare il proprio valore. Soulé ha consolidato la propria presenza nel reparto offensivo, Mora continua a crescere e Dybala rimane uno dei principali riferimenti tecnici. Pellegrini dovrà quindi ritrovare quella continuità di rendimento che può renderlo una risorsa importante, accettando al tempo stesso una gestione nella quale la rotazione non rappresenta necessariamente una bocciatura. La Roma che sta costruendo Gasperini vuole infatti dipendere sempre meno da un numero ristretto di titolari, valorizzando la possibilità di affrontare ogni partita con interpreti differenti.Il Sinigaglia potrebbe essere il luogo della ripartenza, ma sarà l'intero ciclo di ottobre a misurare il peso del nuovo Pellegrini. La trasferta contro il Como richiederà personalità e lucidità, mentre la successiva sfida con il Real Madrid metterà alla prova la capacità dei giallorossi di sostenere ritmi e pressioni ancora superiori. Gasperini ha finalmente recuperato un giocatore che può ampliare le possibilità del reparto offensivo, ma dovrà stabilire come utilizzarlo nel modo più efficace. Per Pellegrini, invece, l'obiettivo sarà dimostrare di poter tornare determinante attraverso prestazioni e continuità, senza vivere ogni scelta di formazione come un giudizio definitivo sul proprio valore. Sei mesi dopo, il suo ritorno non coincide semplicemente con la fine di un infortunio: rappresenta l'inizio di una nuova competizione per conquistare un ruolo importante nella Roma.

Roma, Pellegrini vede il ritorno da titolare dopo sei mesi: Gasperini prepara la sorpresa contro il Como
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