Gift Orban ha presentato le proprie scuse ufficiali tramite i canali social dopo la rissa scoppiata domenica all'esterno dello Stadio Bentegodi. L'attaccante dell'Hellas Verona, in seguito alla sconfitta contro il Milan, era stato protagonista di un violento alterco con un sostenitore gialloblù, scaturito dal rifiuto del calciatore di concedere foto e autografi e degenerato dopo un contatto fisico tra il tifoso e la vettura della punta nigeriana. Le scuse via Instagram, in cui Orban ammette di "non essere stato all'altezza" e di assumersi la "piena responsabilità" per aver perso il controllo, non hanno però fermato l'azione disciplinare del club. La società scaligera, che aveva già condannato l'episodio con una nota ufficiale, sta valutando in queste ore la massima sanzione prevista dal regolamento interno. Oltre a una multa pecuniaria di rilevante entità, la dirigenza ipotizza l'esclusione dalla rosa per le ultime cinque giornate di campionato contro Lecce, Juventus, Como, Inter e Roma. La decisione dell'Hellas assume un peso specifico rilevante in chiave tecnica e societaria. Orban, arrivato in prestito oneroso dall'Hoffenheim, è attualmente il capocannoniere della squadra con 7 reti. Privarsi del miglior realizzatore con il club a un passo dalla retrocessione in Serie B rappresenterebbe un segnale di estremo rigore etico a discapito delle necessità di classifica. Il mancato riscatto a fine stagione appare ormai scontato: il danno d'immagine derivato dallo scontro post-partita ha compromesso definitivamente il rapporto tra il calciatore e l'ambiente veronese.

Caso Orban: scuse social dopo la rissa, ma il Verona valuta l'esclusione
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