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Como, Fàbregas guarda oltre il 9-1 al Lens: «Contro l'Inter voglio vedere la nostra vera identità»

Il tecnico spagnolo invita la squadra a dimenticare la goleada in Champions League e a concentrarsi sulla trasferta di San Siro. L'emozione per Papaccioli, il futuro europeo e la sfida ai campioni d'Italia.

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Cesc Fàbregas chiede al Como di lasciarsi alle spalle il 9-1 inflitto al Lens e di concentrare tutte le energie sulla trasferta contro l'Inter, in programma domenica 8 novembre alle 18 a San Siro. La vittoria ottenuta mercoledì in Francia, nella quarta giornata di Champions League, ha consegnato alla formazione lombarda uno dei risultati più sorprendenti della stagione europea, ma l'allenatore spagnolo non vuole che l'entusiasmo condizioni la preparazione del prossimo impegno. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Fàbregas ha riconosciuto l'importanza storica della prestazione, sottolineando però che la vera misura della crescita del gruppo sarà la capacità di riproporre gli stessi principi di gioco contro avversari differenti. Il Como arriva alla sfida con i nerazzurri dopo un periodo particolarmente intenso, nel quale ha dovuto alternare campionato e coppe gestendo anche numerose assenze nel reparto offensivo.

L'allenatore non ha cercato di ridimensionare la portata del successo europeo. Un risultato come quello di Lens rimane eccezionale anche per una squadra che ha dimostrato di poter competere ad alto livello. «Nessuno poteva aspettarsi un 9-1, un risultato che non esiste nel calcio, una cosa così al massimo può capitarti una volta nella vita», ha dichiarato Fàbregas, riconoscendo come la serata abbia superato ogni previsione. La soddisfazione, tuttavia, riguarda soprattutto il comportamento dei giocatori: il Como ha continuato a pressare, ad attaccare gli spazi e a cercare soluzioni offensive anche quando il risultato era ormai ampiamente acquisito. Il tecnico ha considerato questo atteggiamento una forma di rispetto nei confronti dell'avversario, perché la squadra ha mantenuto la propria organizzazione senza rinunciare a giocare.

Dal record europeo alla trasferta contro l'Inter

Il Como ha eguagliato il più ampio margine di vittoria nella storia della Champions League, imponendosi con otto reti di scarto sul campo del Lens. La prestazione ha avuto protagonisti differenti, a cominciare da Tasos Douvikas, autore di una tripletta, fino ai giovani Mattia Liberali e Matteo Papaccioli, entrambi a segno. Per Fàbregas, però, il risultato non deve nascondere gli errori commessi. L'allenatore ha ricordato i primi minuti del secondo tempo, quando la squadra ha mostrato qualche disattenzione, e la rete realizzata da Ruben Aguilar, arrivata dopo alcune modifiche all'organizzazione difensiva. La capacità di individuare aspetti da correggere anche in una vittoria così ampia costituisce una parte significativa del metodo di lavoro che il tecnico sta cercando di consolidare.

Il passaggio più delicato sarà trasferire quella stessa mentalità nella partita contro l'Inter, dove il Como non potrà contare sulle condizioni favorevoli incontrate in Francia. Fàbregas conosce il valore dei nerazzurri e considera la trasferta particolarmente impegnativa sia sul piano fisico sia su quello mentale. La squadra è rientrata dalla Francia intorno alle quattro del mattino e ha beneficiato di una giornata di riposo, prima di riprendere la preparazione. Il tempo a disposizione è limitato, ma l'allenatore non intende modificare l'identità costruita negli ultimi mesi.

«L'obiettivo è andare a Milano per mostrare la nostra vera identità», ha spiegato, mettendo al centro la qualità della prestazione più che il confronto diretto con il risultato ottenuto contro il Lens. La partita di San Siro sarà la nona del ciclo compreso tra le due soste per le nazionali, una sequenza che ha richiesto al gruppo uno sforzo significativo. Proprio per questo Fàbregas ha insistito sulla necessità di recuperare energie e concentrazione, evitando di trascinare nella prossima gara l'euforia della Champions League. Il tecnico vuole una squadra capace di mantenere la propria personalità anche quando il livello dell'opposizione rende più difficile controllare il possesso e sviluppare la manovra.

Papaccioli e Nico Paz, due storie dietro la vittoria di Lens

Tra gli episodi più significativi della serata francese figura il gol di Matteo Papaccioli, giovane cresciuto nell'accademia del Como e protagonista di un percorso segnato da un grave infortunio. Il calciatore aveva iniziato ad allenarsi con la prima squadra a sedici anni, prima di subire la rottura del legamento crociato che lo aveva costretto a fermarsi per nove mesi. Tornato recentemente a disposizione, ha ricevuto da Fàbregas l'opportunità di esordire in Champions League e ha immediatamente trovato la rete del definitivo 9-1. Un momento che ha provocato l'esultanza di tutta la panchina, allenatore compreso.

Fàbregas ha voluto chiarire il significato di quella reazione, maturata quando il risultato non aveva ormai più alcuna rilevanza per l'esito dell'incontro. «Non è stata una mancanza di rispetto, ma una reazione istintiva dopo tutto ciò che questo ragazzo ha vissuto», ha spiegato. La soddisfazione non era legata all'ulteriore gol segnato contro un avversario già sconfitto, ma al ritorno in campo di un giovane che aveva affrontato un lungo periodo di riabilitazione. L'episodio assume particolare valore per il club, perché testimonia il collegamento tra settore giovanile e prima squadra, uno degli elementi sui quali il Como sta costruendo il proprio progetto.

Un significato diverso ha avuto il gesto di Nico Paz, che ha dedicato la propria rete a Jesús de Miguel, nel contesto del dolore che ha colpito la comunità di Tenerife. L'allenatore ha raccontato di essere stato informato in anticipo dell'intenzione del giocatore e di averne rispettato la decisione. La dedica ha rappresentato un momento personale all'interno di una serata sportivamente straordinaria, ricordando come il risultato di una partita possa accompagnarsi a vicende che riguardano direttamente la vita dei protagonisti.

Yamal

PSG e Barcellona all'orizzonte: il Como vuole continuare a sorprendere

Il successo di Lens ha migliorato sensibilmente anche la posizione europea del Como, arrivato a nove punti dopo quattro giornate della fase campionato. Fàbregas ha riconosciuto che il percorso sta assumendo una dimensione importante, ma ha ricordato come il calendario riservi ancora avversari di primissimo livello. Tra gli impegni più attesi figurano Paris Saint-Germain e Barcellona, due squadre che l'allenatore considera particolarmente attrezzate e che il Como affronterà nelle ultime giornate della prima fase.

Il tecnico ha spiegato che, dopo il sorteggio, l'obiettivo era raccogliere quanti più punti possibile prima di arrivare agli incontri conclusivi contro le grandi favorite. Il percorso compiuto finora offre prospettive incoraggianti, senza però autorizzare calcoli prematuri sulla qualificazione. Alla domanda sul numero di reti realizzate dal PSG, unica squadra ad aver segnato più del Como nelle prime quattro giornate, Fàbregas ha risposto con una battuta che restituisce bene la sua ambizione: «Allora la prossima volta dobbiamo fare meglio».

Dietro quelle parole rimane però un obiettivo più concreto della semplice ricerca di nuovi record. L'allenatore vuole recuperare gli attaccanti attualmente indisponibili, consolidare la condizione dei giocatori utilizzati più frequentemente e mantenere una squadra riconoscibile anche negli incontri più complicati. La Champions League ha già dimostrato quanto il Como possa essere competitivo, ma la trasferta contro l'Inter rappresenterà un esame differente, nel quale sarà necessario unire qualità tecnica, organizzazione e resistenza.

«Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all'Inter», ha ribadito Fàbregas. È il messaggio che accompagna il ritorno al campionato: il 9-1 resterà nella storia del Como, mentre il valore della crescita costruita dalla squadra dovrà essere confermato nelle partite successive.

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