Il Milan sta attraversando una fase di profonda definizione identitaria sotto la guida di Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina rossonera con idee chiare e una direzione tattica precisa. Le prime tredici giornate di Serie A raccontano infatti una squadra che utilizza pochissimo le sostituzioni: 3,5 cambi di media a partita, scesi a tre nelle ultime sette gare. Una gestione che colloca il Milan nelle ultime posizioni in Europa per numero di innesti dalla panchina, meglio solo di Everton e Crystal Palace.
La scelta di mantenere una rosa corta, molto discussa in estate, si sta rivelando coerente con il modo di interpretare il gioco del tecnico toscano: stabilità nei meccanismi, fedeltà a un sistema collaudato e cambi ridotti allo stretto indispensabile. Allegri stesso lo ha ribadito alla vigilia della sfida con la Lazio, spiegando che i cambi «vanno fatti quando servono», sottolineando come la mancanza di alternative in alcune settimane – complice l’assenza contemporanea di Rabiot, Pulisic ed Estupiñán - abbia inciso sulle rotazioni.











